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Carlo Conti battezza Sanremo. “Amadeus non si batte. Io antifascista? Certo”

(ansa)
Incontro con il conduttore e i due amici che lo accompagneranno sul palco la prima serata, Antonella Clerici e Gerry Scotti. La politica (“Nessuna pressione”), l’ansia per i risultati (“Mi alzerò con calma”), le polemiche (“Non le cerco ma ci sono sempre”). Così si inaugura il “Festival dell’amicizia”
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SANREMO — Si alzerà alle 11 perché non teme gli ascolti né la sfida col predecessore Amadeus: «I suoi numeri sono imbattibili» dice Carlo Conti. «Ha fatto un lavoro incredibile. Non credo di dover dimostrare niente a questo punto della carriera, se non a me stesso». Ha chiamato due amici, Antonella Clerici e Gerry Scotti, sul palco dell’Ariston perché «sarà il Festival dell’amicizia» (non a caso, era la festa della Dc). Ma Conti il navigatore tranquillo, che stasera insieme agli altri due moschettieri della tv generalista apre la 75esima edizione del Festival di Sanremo, un’idea di televisione e del modo di stare al mondo ce li ha. Il rispetto del pubblico, dei luoghi e della memoria. Ricorda Ernesto Assante, critico musicale di Repubblica scomparso lo scorso anno, il 26 febbraio. Seduto accanto a Clerici e Scotti, ripete che potevano essere in quattro, e cita Fabrizio Frizzi. A cercare la polemica, al netto del ritiro di Emis Killa, delle preoccupazioni per Tony Effe, del gossip che …

SANREMO — Si alzerà alle 11 perché non teme gli ascolti né la sfida col predecessore Amadeus: «I suoi numeri sono imbattibili» dice Carlo Conti. «Ha fatto un lavoro incredibile. Non credo di dover dimostrare niente a questo punto della carriera, se non a me stesso». Ha chiamato due amici, Antonella Clerici e Gerry Scotti, sul palco dell’Ariston perché «sarà il Festival dell’amicizia» (non a caso, era la festa della Dc). Ma Conti il navigatore tranquillo, che stasera insieme agli altri due moschettieri della tv generalista apre la 75esima edizione del Festival di Sanremo, un’idea di televisione e del modo di stare al mondo ce li ha. Il rispetto del pubblico, dei luoghi e della memoria. Ricorda Ernesto Assante, critico musicale di Repubblica scomparso lo scorso anno, il 26 febbraio. Seduto accanto a Clerici e Scotti, ripete che potevano essere in quattro, e cita Fabrizio Frizzi. A cercare la polemica, al netto del ritiro di Emis Killa, delle preoccupazioni per Tony Effe, del gossip che incombe (se Achille Lauro e Fedez si incontrano, che potrebbe succedere?), per ora non c’è trippa per gatti.

Il dibattito sui temi violenti e sessisti dei rapper non appassiona Conti: «Sono cattolico e una delle parabole che mi piace di più è quella del figliol prodigo. Nell’educazione dei figli non voglio demandare tutto alla tv o ai cantanti. I genitori devono fare la loro parte».

Carlo Conti: “Io antifascista? Certo, che problema c’è?”

Alla prima conferenza stampa, ribadisce di non aver ricevuto pressioni politiche. «Nessun tipo di pressione, di indicazione, niente. Ringrazio l’azienda che si è fidata, perché conosce il mio modo di lavorare. Sa che non cerco polemiche, anche se ovviamente al Festival ci sono, ci sono state, ci saranno sempre. Altrimenti non sarebbe Sanremo. Però non le cerco». E insieme a Scotti risponde di getto a chi gli chiede di dichiararsi antifascisti. «Certo, che problema c’è? Ma trovo la domanda anacronistica. Mi preoccupano altre cose del futuro: l’intelligenza artificiale, i satelliti. Non dovremmo mai dimenticare quello che hanno fatto i genitori e i nonni per la nostra libertà».

«Certo che sono antifascista» dice a sua volta Scotti, «metà della mia famiglia è stata fucilata dai fascisti». No ai monologhi, non per motivi politici ma di tempi da rispettare. Sanremo non è su Marte, le guerre esistono. «Ho chiamato a esibirsi Noa e Mira Awad, per un messaggio di pace: Israele e Palestina canteranno insieme Imagine». Una strofa in ebraico, una in arabo, in inglese e anche in italiano. L’Onu a Sanremo, Trump se ne farà una ragione.

Noa e Mira Awad 

Intelligenza artificiale, i brani deepfake

La preoccupazione per l’uso dell’intelligenza artificiale riguarda anche la musica: i brani in gara al festival possono diventare deepfake. È l’insidia denunciata da DcP — Digital Content Protection, azienda leader nella tutela nella protezione del marchio e dei contenuti online, intervenuta in questi giorni per far rimuovere dalle piattaforme di videosharing decine di brani contraffatti. L’IA non risparmia davvero nessuno: su Instagram circola un video con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella direttore d’orchestra, Giorgia Meloni e Elly Schlein che si esibiscono.

Mediaset e il futuro del festival

Quanto al futuro del festival, alla luce della sentenza del Tar che ha dichiarato illegittimo l’affidamento diretto dell’evento alla Rai, Scotti esclude l’interesse di Mediaset: «È più facile che conduca il Festival qui in Rai che Mediaset si accolli tutto il baraccone Sanremo». Il volto storico di Canale 5 non si sente il simbolo di un patto Rai-Mediaset: «Avrebbero dovuto pagarmi di più» dice ridendo. «Nessuno si è mai posto il problema di fare di me una bandiera bianca. Il nostro amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ha detto che il Festival lo vede benissimo sulla Rai. E anch’io». Se Clerici è una veterana dell’Ariston, lui è un debuttante rilassato: alle prove, accompagnato dall’orchestra, intona Knockin’on Heaven’s door di Bob Dylan, coinvolgendo tutti. Quasi meglio di alcuni cantanti. «La dedico a Carlo, faccio solo il ritornello, che se poi vinco Sanremo è un casino».

I cantanti, i favoriti, gli applausi alle prove

Secondo i pronostici e qui in teatro una vincitrice c’è già: quando Giorgia canta La cura per me, gli applausi si sprecano. Anche l’esibizione di Olly (Balorda nostalgia), altro favorito, scatena l’entusiasmo. L’orchestra applaude Simone Cristicchi con la sua canzone commovente Quando sarai piccola, dedicata alla madre malata di Alzheimer, Rkomi ha fatto tanta ginnastica: perché mettersi la maglietta? Sotto la giacca è a petto nudo; Irama, al contrario, porta un cappottone gallonato che sarebbe piaciuto a Napoleone. Il bad guy Tony Effe è impeccabile; Achille Lauro, in completo grigio, canta l’amore illuminato da un fascio di luce. Marcella Bella si scatena con le ballerine.

Fedez, che canta Battito, sulla depressione, è stupito di vedere tanta gente seduta in platea all’Ariston: «Ma è pieno?». Guarda un po’. Francesca Michielin, caduta sulle scale, arriva fasciata. Kekko dei Modà scivola andando in camerino. Tutto bene, l’importante è sapersi rialzare.

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