Sanremo – Si comincia. Il rito della prima conferenza stampa, si apre col ricordo di Ernesto Assante, il critico musicale di Repubblica scomparso lo scorso anno, il 26 febbraio. “Rivolgo un pensiero particolare a chi ci ha lasciato, come Ernesto Assante" dice Carlo Conti, mentre tutta la sala stampa applaude. Martedì si parte, 29 cantanti in gara, super ospite Jovanotti. Conti ha le idee chiare: sarà il festival dell’amicizia, dell’inclusione, senza politica. Quarto festival: “I momenti più belli degli altri tre, sono stati quando ho ospitato Sammy Basso e quando ho avuto modo di far conoscere un maestro come Ezio Bosso, partiremo con il suo brano riletto da Pinuccio Pirazzoli. Lui diceva: ‘La musica, come la vita, si fa solo in un modo: insieme’. Per questo ho deciso di cambiare ogni sera i compagni di viaggio. I primi sono Antonella Clerici e Gerry Scotti. Due colleghi straordinari, due amici”.
Il gatto e la volpe della tv generalista
Clerici & Scotti, la coppia che con i varietà, i giochi e i talent musicali ha macinato ascolti, riunita sul palco dell’Ariston. Lei c’è già stata: nel 2005 accanto a Paolo Bonolis, nel 2010 come conduttrice e poi nel 2020, al fianco di Amadeus, nella quarta serata. Per lui è un debutto assoluto. “Ma 29 cantanti fa male, facciamo 30: canto una canzone anch’io” scherza Scotti. “Anto è la donna che ha presentato più festival, ed è anche responsabile del mio matrimonio” spiega Conti. “Con Carlo ci siamo visti anche in vacanza”, dice Clerici “abbiamo accuratamente evitato l’argomento Sanremo. A metà gennaio mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Devi dirmi di sì, voglio avere i miei amici vicino’. Abbiamo provato sul palco e ci siamo divertiti tantissimo, se riusciamo a trasmettere questo senso dell’amicizia, tutti e tre insieme, sarà bello”. “Sono l’uomo che ha presentato meno Sanremo” ironizza Scotti, “anch’io voglio avere un primato. Pure il mio portinaio ne ha fatto uno, io no. Quindi con questa presenza metto fine alla domanda che tutti mi avete fatto: ‘Ma quando presenti Sanremo?’. Sono stato accolto dagli amici dell’Ariston, dai tecnici, da tutti, con grande affetto. Mi avete fatto sentire amato, vi ringrazio di cuore”.
Politica fuori dai giochi
"Pressioni politiche? Non ho ricevuto nessun tipo di pressione, di indicazione, niente" dice Conti. “Ringrazio l'azienda che si è fidata, perché sa il mio modo di lavorare, sa che non cerco polemiche, anche se poi ovviamente al festival ci sono, ci sono state, ci saranno sempre. Altrimenti non sarebbe Sanremo. Però non le cerco. Cerco sempre di fare le cose con grande rispetto nei confronti degli spettatori, parlando a tutti”. Chiedono a Gerry Scotti e a Carlo Conti se sono pronti a dichiararsi antifascisti. "Se mi dichiaro antifascista? Certo, che problema c'è? Ma trovo la domanda anacronistica” dice Conti “mi preoccupano altre cose del futuro: l’intelligenza artificiale, i satelliti. Non dovremmo mai dimenticare quello che hanno fatto i nostri genitori e i nostri nonni per la nostra libertà". “Certo che sono antifascista” dice a sua volta Scotti “metà della mia famiglia è stata fucilata dai fascisti”.
No ai monologhi, sì alle storie e alle schegge di comicità
“Rispetto molto i monologhi, ma voglio anche rispettare i tempi televisivi, ho una pubblicità all’una di notte. Nella serata finale consentitemi di arrivare all’1.30, 1.40. A volte penso che sia più forte una parola, rispetto a tante parole. So che siamo circondati dalle guerre, per questo ho chiamato a esibirsi Noa e Mira Awad, due cantanti che ci porteranno nel Medio Oriente martoriato”. Spiega di aver invitato Edoardo Bove, “casualmente giocatore della mia squadra del cuore, che ha vissuto un’esperienza terribile e ha dovuto bloccare la sua carriera. Racconterà come un ragazzo di 22 anni sta vivendo questo momento. Sarà importante, per i ragazzi, ascoltare la sua testimonianza. Venerdì sera avremo Paolo Kessisoglu con la figlia, hanno scritto una canzone insieme e ci racconterà come vivono i ragazzi che si chiudono in casa. E ho voluto i protagonisti del Teatro Patologico per rendere omaggio al coraggio di questi ragazzi e dei loro genitori”. Tabella di marcia che spaccherà il minuto? "È chiaro ci saranno le variabili nelle serate – sorride Conti – Per esempio ‘la variabile Malgioglio’. Ma anche gli interventi comici non saranno monologhi ma schegge per farci sorridere tra una canzone e l'altra".
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Nessuna ansia per gli ascolti
"Ho detto sì al festival alla settima volta che la Rai me l'ha chiesto. Ho sentito l'affetto delle case discografiche, delle major, che mi hanno convinto” dice Conti. “Poi c'è stata la variabile costituita da mio figlio Matteo: l'ultima volta che ho condotto il festival aveva un anno e non poteva ricordarselo. Al contrario di oggi, che ne ha 11. Al di là di questo, ringrazio e applaudo ciò che ha fatto Amadeus. Ha fatto un lavoro incredibile con Fiorello, è imbattibile e non ho accettato di condurre per una sfida. Non è una sfida e non credo di dover dimostrare niente a questo punto della mia carriera, se non a me stesso. Non mi interessano gli ascolti, mi alzerò alle 11 e li chiederò, ma senza ansia. Spero di regalare al pubblico una kermesse di qualità, fatta di tante, buone canzoni, senza sentire troppa pressione. Magari cercando di eguagliare i numeri dei miei festival”.
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Il ritorno di Clerici
Antonella Clerici è ripartita dal Festival di Sanremo targato Amadues. “Non mi ero fermata per un problema personale, ma per decisione di altri. In una lunga carriera, momenti alti e bassi ci sono” spiega la conduttrice. “L’importante è stare in pace con te stessa, questo è un bellissimo lavoro ma la vita è tanto altro. Crescendo, questo lo capisci, da giovane pensi alla carriera. Quei due anni in cui sono stata ferma mi sono fatto venire nuove idee. Se uno lavora lavora lavora non ha modo di pensare ad altre cose. Oggi sono serena e salendo sul palco dell’Ariston mi sono sentita al mio posto”.
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Rai, Mediaset, Warner: il futuro incerto di Sanremo
“È più facile che conduca il festival qui in Rai, che Mediaset si accolli tutto il baraccone” dice Scotti. “Cosa mi direbbe Silvio Berlusconi? ‘Mettiti la cravatta’. In azienda non ho mai sentito parlare seriamente di un’operazione Sanremo”. Scotti ha l’aria felice: “È una bella emozione, un bel regalo che mi avete fatto, lo apprezzo tantissimo. Sono stato accolto dal gruppo di lavoro e dalla dirigenza Rai con grande affetto. Questo dimostra che, al di là delle posizioni che diventano delle contrapposizioni perché siamo due grandi aziende contrapposte, quando uno lavora bene nella vita, poi c'è un momento in cui questa cosa gli torna”. "Su Warner Discovery bros. piuttosto che di altri competitor eventualmente interessati al Festival di Sanremo, da parte della Rai non c'è nessun timore" dice Marcello Ciannamea, direttore del prime time Rai. "Noi rispettiamo tutti, la strada che abbiamo intrapreso è quella dell'appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Liguria per affermare la legittimità delle delibere del Comune di Sanremo. Siamo convinti di fare, a ridosso della fine del Festival, una proposta di contratto autonoma sulla falsariga dell'attuale convenzione. In piena coerenza con il ricorso presentato".