Carlo Conti si è commosso oggi in conferenza stampa a Sanremo ricordando la sua mamma: “Mi ha cresciuto da sola, mio padre è morto che avevo 18 mesi – ha detto con la voce rotta dal pianto – Era una donna fortissima, sarà per questo che ho tanta stima per le donne. Faceva un sacco di mestieri per tirare su questo zuzzurellone, però non è mai mancata la tavola apparecchiata per un pranzo o una cena”.
Inevitabile per il conduttore fiorentino il ricordo della mamma Lolette che si è trovata da sola a occuparsi del piccolo Carlo e che ha puntato sulla sua forte fede per andare avanti. Conti recentemente ha raccontato che dopo la morte nel 1962 del padre Giuseppe, colpito da un tumore ai polmoni, la famiglia era in grandi difficoltà finanziarie, la malattia del papà aveva intaccato i risparmi e lei si era ritrovata “con solo gli occhi per piangere”. Da donna coraggiosa e forte quale era (“era un generale tedesco severissima” l’ha definita scherzando) si è fatta forza ed è riuscita a lavorare e crescere il figlio di un anno e mezzo, era l'inizio degli anni Sessanta. In occasione della festa della mamma, qualche tempo, fa Conti ha fatto gli auguri a sua madre e a sua moglie Francesca, mamma del figlio di undici anni Matteo, con un messaggio social: “Le 2 mamme più importanti della mia vita: Lolette. e Francesca! W le mamme !!! Auguri a tutte le mamme: di ieri, di oggi e di domani”.
Conti ha raccontato che tornata dal funerale la madre ha trovato nella cassetta della posta 500 lire, che lei aveva preso come un segno per “rimboccarsi le maniche”, una somma che secondo lei Santa Rita, a cui era devota e che era la santa protettrice degli impossibili, le aveva fatto trovare. La signora Lolette, che è morta nel 2002, è riuscita alternando vari mestieri a far studiare il figlio che si è diplomato in ragioneria con il massimo dei voti e ha subito ottenuto un posto fisso come bancario. Eppure Conti aveva un altro sogno, un’altra aspirazione: lavorare in radio. Il conduttore ha raccontato che la mamma praticamente svenne quando lui le raccontò che si era licenziato dalla banca per iniziare la carriera di deejay nelle radio fiorentine, ma appena ripresa dallo choc di vedere il proprio figlio rinunciare al famoso “posto fisso” lo aveva incoraggiato a perseguire il suo progetto. “Se non ci credi tu chi ci deve credere?” gli avrebbe detto.
Conti è convinto che se a crescerlo fosse stato suo padre sarebbe un uomo diverso e conserva la sua lezione: “Mi ha insegnato il rispetto e l’onestà”.