Le pagelle della prima serata di Sanremo 2025
di Andrea SilenziDopo le polemiche e le chiacchiere dei giorni scorsi, parte l’edizione 75 del festival di Sanremo. La prima a esibirsi è Gaia, con la sua Chiamo io chiami tu. L'ordine d'uscita dei concorrenti rispecchia grossomodo quello mantenuto durante le prove al teatro Ariston. Seguiranno quindi Francesco Gabbani, Rkomi, Noemi, Irama, Coma_Cose, Simone Cristicchi, Marcella Bella, Achille Lauro, Giorgia, Willie Peyote, Rose Villain, Olly, Elodie, Shablo ft Guè Joshua e Tormento, Massimo Ranieri, Tony Effe, Serena Brancale, Brunori Sas, Modà, Clara, Lucio Corsi, Fedez, Bresh, Sarah Toscano, Joan Thiele, Rocco Hunt, Francesca Michielin. A chiudere la scaletta saranno i The Kolors con Tu con chi fai l'amore.
Tu con chi fai l’amore
Per una volta Sanremo potrebbe diventare il trampolino per un tormentone estivo. Un pezzo balneare, con una citazione di Mykonos che sembra già un programma. Sapori anni 80, ma si balla forte.
6.5
Fango in paradiso
L’amore distrutto in mezzo a una melodia irregolare ma non banale. Il tema è molto battuto, ma la costruzione ha una sua originalità. La voce, come sempre non tradisce. Nemmeno con la gamba infortunata.
6.5
Mille vote ancora
Rap, ma a ritmi mediterranei. Temi seri affrontati con apparente leggerezza. Il racconto in dialetto di un mondo metropolitano sempre più complicato.
7
Eco
Gli echi sono tarantiniani, poi arriva una ballata rock che non somiglia a niente. Una canzone che entra dentro piano, una benefica deviazione in un terreno senza rappresentati sul palco che a volte appiattisce (quasi) tutto.
7.5
Amarcord
L’emozione è evidente, ma la voce resiste senza fatica. Il brano non le rende troppa giustizia, molto ritmato ma non troppo originale. Da Amici a Sanremo il cammino è lungo.
5.5
La tana del granchio
In uno spazio narrativo fatto di contenuti che finiscono un po’ per somigliarsi, l’artista genovese ha un tocco diverso, più profondo, consapevole. “Se il mare è salato è perché un marinaio ci ha pianto sopra”. Genova per noi.
6.5
Battito
Per una volta, l’esibizione regala più credibilità a una canzone un po’ sghemba, che somiglia a una confessione a cuore aperto con tutti i tormenti del caso. Tutto proposto con le lenti che dilatano le pupille.
6
Volevo essere un duro
Una specie di marziano glam, un po’ David Bowie e un po’ Freddie Mercury, che spiega lo smarrimento di un trentenne di fronte a una società che chiede solo risultati. Diverso da tutto e da tutti. E pure bravo.
7.5
Febbre
Tra Annalisa e Madame, una rappresentazione plastica dello stile urban contemporanea. La performance è pulita, la canzone aggiunge poco a quanto già sentito nelle ultime stagioni.
5.5
Non ti dimentico
Una certezza. I Modà fanno i Modà: raccontano un amore al tramonto con l’enfasi di sempre, senza autotune. Stavolta con una citazione di Kandinskij che apre scenari imprevisti.
6
L’albero delle noci
La quota cantautori è esigua ma di grande efficacia. Brunori parla di padri e figli con un ritornello che sale e una sensazione di verità che diventa emozionante.
7.5
Anema e core
Grande ritmo, una performance che scalda un po’ un palco un po’ troppo sentimentalizzato. Una nota di colore divertente e un po’ fuori schema.
6
Damme ‘na mano
Tanto rumore per una canzone che sembra uscita dai vicoli di una Roma sparita. Sentimento, la mamma, l’immagine di un uomo d’altri tempi e l’ombra di Califano. Anche i cattivi piangono.
5
In mezzo al modernismo esasperato, Ranieri si difende con un brano scritto da Nek e Tiziano Ferro e con un sax che regala un colore inedito in un festival un po’ monocorde. La voce resta indiscutibile.
6.5
Shablo feat Guè, Joshua e Tormento
Un bel coro gospel ad accompagnare una crew composita e pure bene assortita. Tutto molto hip hop, ma (per dire) il brano non è di quelli che spaccano.
5.5
Sanremo è Sanremo, e allora i toni si fanno delicati, l’orchestra sale, la melodia travolge. Però l’effetto urban arriva pur senza osare troppo.
6
La nostalgia dell’amore perduto raccontato con la lingua del 2025. Molta enfasi, melodia crescente, un testo che può piacere a genitori e figli. Anche lui in orbita bookmakers.
6.5
Un po’ come lo scorso anno, un brano diviso in due. Contemporaneo, non immediato, ma forse più semplice del precedente. Lei tiene il palco senza fatica. Coerente e moderna.
6.5
Un’altra divagazione dal sentimental mood di questa edizione. Un po’ di Sudamerica, qualche divagazione politica in mezzo all’onda del ritmo. Le parole partono a raffica, come in un rap Brazil style. Anche per lui un più nel voto.
7
Quando canta è di un livello superiore. Nobilita una canzone molto sanremese con una performance praticamente perfetta. La stading ovation certifica la sua condizione di favorita (con tutti gli scongiuri del caso).
7
Canzone d’amore in stile cantautorale, elegante, che ricorda alcuni vecchi successi del passato. Malinconia e maledizione. A modo suo è già un classico.
7.5
Un testo (l’unico all’Ariston) che parla di empowerment femminile. Il brano marcia forte, con poche sorprese e molto mestiere.
5.5
Un applauso trionfale per una canzone che va oltre la gara. Una storia che riguarda tanti, se non tutti, raccontata con una delicatezza e un pudore davvero rari. Il finale in crescendo è l’ultimo pugno nello stomaco.
8
La canzone un po’ in stile Rettore spezza il ritmo del sentimento che scorre quasi ininterrotto sul palco. Una riflessione sui mali dei social con un ritornello che finirà per girare in testa per un bel po’.
7
Tra i favoriti dei bookmaker e si capisce perché: è una canzone in perfetto stile Irama. L’amore tormentato, il pathos, la mano di Blanco: tutto funziona, senza sorprese. I fan esulteranno.
6
Classica ma con una voce che graffia.La melodia è potente, piena di pathos, la voce di Noemi cade dentro al testo come una lama. Meriterebbe un + nel voto.
7
Torso nudo, “e” aperte fino al paradosso, si avvantaggia con il lavoro dell’orchestra che si incastra benissimo con l’andamento del brano, irregolare e vagamente urban. Non folgorante ma destinato a crescere.
6.5
Gabbani in versione traditional. Niente sorprese, niente sperimentazione, molta melodia. Il testo non è banale, l’orchestra regala l’enfasi a un pezzo che sembra scritto per l’Ariston.
6
La canzone la mette a suo agio, i ballerini impreziosiscono la sua esibizione. Andamento on the beach, bella voce, ma il brano non è memorabile.
6