Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2025

Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2025
(agf)

I voti alle esibizioni dei 15 artisti in gara e alle quattro Nuove proposte

3 minuti di lettura

Nella seconda serata della 75ma edizione del festival di Sanremo salgono sul palco dell’Ariston 15 dei 29 Big in gara: Rocco Hunt, Elodie, Lucio Corsi, The Kolors, Serena Brancale, Fedez, Francesca Michielin, Simone Cristicchi, Marcella Bella, Bresh, Achille Lauro, Giorgia, Rkomi, Rose Villain, Willie Peyote saliranno sul palco in quest’ordine. Sul palco ben tre co-conduttori Bianca Balti, Cristiano Malgioglio e Nino Frassica. Superospite Damiano David che torna senza i Maneskin. Prende il via - in apertura di serata - anche la gara delle Nuove Proposte con due sfide a eliminazione decise da Televoto (34%), Radio

(33%) e Stampa (33%). Alex Wyse (20:50) – Rockstar (20:50) si sfida con Vale Lp e Lil Jolie – Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore (20:55) mentre Maria Tomba – Goodbye (voglio good vibes) (21:02) si confronta con Settembre – Vertebre (21:07).


Willie Peyote

Grazie ma no grazie

Un brillante fuori schema, che lancia messaggi quasi rap a ritmi sudamericani. La versione su disco è ancora più brillante, ma resta una delle cose più divertenti del festival.

7

(ansa)


Rose Villain

Fuorilegge

Gli intervalli urban regalano sfumature a un brano non semplice, costruito come un percorso a ostacoli. Rose ha un background internazionale che esce fuori a ogni esibizione, rendendola credibile a tutti i livelli.

6.5

(ansa)


Rkomi

Il ritmo delle cose

Lievemente meno efficace rispetto alla prima serata, resta uno dei più amati soprattutto dal pubblico giovanile. E’ contemporaneo e la canzone si fa ascoltare senza fatica.

6

(ansa)


Giorgia

La cura per me

La voce prevale sulla canzone, corretta ma non memorabile. Ma Giorgia ha messo in fila tutti i pezzi del puzzle che la rende protagonista assoluta di questo festival. Quando spinge sulla vocalità è inattaccabile.

7

(ansa)


Achille Lauro

Incoscienti giovani

Un Grande Gatsby (in gessato) che racconta storie un po’ disperate. L’amore di ieri ma in realtà senza un tempo, la malinconia, un sax che regala un colore che stacca su molte esperienze raccontate sul palco dell’Ariston.

7.5

(ansa)


Bresh

La tana del granchio

Si sente Genova e la sua grande scuola cantautorale, ma il racconto è offerto in un stile contemporaneo. La canzone cresce e l’intenzione di Bresh sembra molto sincera.

6.5

(ansa)


Marcella Bella

Pelle diamante

Il messaggio è forte, uno dei pochissimi momenti con un significato che stacca dalla narrazione sentimentale (spesso infelice) che domina il festival. Marcella ha una grande storia, ma il brano, nonostante la ritmica, non sfonda.

5

(ansa)


Simone Cristicchi

Quando sarai piccola

L’emozione di un brano molto sentito si avverte qua e là durante l’esibizione, ma l’imperfezione è parte di una canzone fuori schema, che va oltre i giudizi e le cattiverie e che parla proprio dei nostri limiti. La seconda standing ovation è un segnale chiaro.

8


Francesca Michielin

Fango in paradiso

La poetica del rimpianto domina in una canzone che punta su una melodia potente e non banale. Rispetto alla prima esibizione Michielin è sembrata più frenata: la commozione finale è già una spiegazione.

6

(ansa)


Fedez

Battito

La parte rappata è la migliore di questo brano che somiglia a una confessione. Fedez interpreta con intensità una canzone non semplice, a tratti quasi ostica. Il pubblico sembra dalla sua parte.

6


Serena Brancale

Anema e core

Ritmo, passione, colori. Un pezzo fatto per ballare e la performance è all’altezza. Manca solo quel graffio travolgente, nonostante l’impegno e l’autenticità dell’artista.

6

(ansa)


The Kolors

Tu con chi fai l'amore

Nella lista degli autori c’è anche Calcutta, ma non c’è il graffio indie: i Kolors sono degli hit makers e non si smentiscono. Un suono anni 80 che se fosse estate diventerebbe una colonna sonora da canticchiare tra le file di ombrelloni. Ma l’estate è domani.

6.5


Lucio Corsi

Volevo essere un duro

Se lo andate a vedere nei club troverete lo stesso artista, con le stesse canzoni, gli stessi vestiti ricercatamente vintage e lo stesso stile un po’ lunare, magicamente fuori dal tempo. Non è un miracolo: esistono ancora artisti così.

7.5


Elodie

Dimenticarsi alle 7

La versione “composta” di Elodie si lascia apprezzare non solo per l’abito. L’interpretazione lascia intravedere un potenziale ancora inesplorato: con questo brano dal graffio urban è molto a suo agio, ma ormai può osare anche di più.

6.5


Rocco Hunt

Mille vote ancora

Rappa senza esasperazione eppure il messaggio arriva chiaro e forte. Il suo rap ha un suono casalingo, non è cupo come quello di altri colleghi famosi ma lui tiene e si fa ascoltare.

7


Settembre

Vertebre

Un altro pezzo del mosaico che ricostruisce l’era delle passioni tristi. Il brano è strutturato, pieno di pathos, con l’orchestra che spinge sugli archi e Settembre che va su di voce. Passa in finale.

6.5


Maria Tomba

Goodbye (voglio good vibes)

Altro messaggio di rivendicazione femminile dalla ex protagonista di X Factor. La canzone ha un andamento jazzato, non è memorabile ma più coraggiosa di tanti altri pezzi in gara.

6.5

(ansa)


Vale Lp e Lil Jolie

Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore

"Se io non voglio tu non puoi” è lo slogan (importante) con cui le due giovani artiste concludono la loro esibizione. La canzone è ritmata, senza picchi né cadute, divertente ma non troppo originale.

6


Alex Wyse

Rockstar

Apre le sfida tra i Giovani, impresa non facile. La canzoni è classica, Wyse se la cava bene con la voce. Struggente e con un messaggio condivisibile: “Non ci sono più rockstar”. Già. Alla fine la spunta lui.

6

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