Dopo la lettera dell’ex fidanzata S. di Achille Lauro, nella notte è arrivato ai giornalisti un nuovo messaggio dalla mamma del musicista, Cristina Zambon. Lauro già in passato aveva scelto la strada delle mail per comunicare con i giornalisti dopo le sue performance a Sanremo, ma se allora era lui a scrivere per spiegare le sue scelte artistiche, questa volta ha chiesto ad altri, la ex fidanzata, la madre, di spiegare cosa c’è dietro al brano che porta al festival.
“Cari giornalisti – scrive Lauro – le canzoni a volte non sono solo semplici canzoni. Sono la nostra storia. Questa è Incoscienti Giovani raccontata da chi l’ha vissuta, stasera da mia Madre”. Il musicista ieri è di nuovo entrato nella classifica dei primi cinque, dopo la votazione dalla stampa, anche le radio e il televoto hanno premiato il musicista di Rolls Royce e Amore disperato.
"Lauro è cresciuto in casa con ragazzi che non erano miei figli, ma che ho accolto come tali – scrive la mamma nella lettera – Figli di storie difficili e case famiglia dove io facevo volontariato. È cresciuto insieme alle ragazze di strada, ricordo quando andavo di notte sui marciapiedi con Don Giovanni a convincerle a scappare da quella vita e a trovare un posto sicuro, e molte volte, restavano a casa nostra. È cresciuto con i suoi amici, ragazzi con famiglie inesistenti, errori alle spalle, rabbia dentro. Li conosco tutti. Sono stati come figli anche per me. Giovani incoscienti, ma con un grande cuore”.
Il riferimento è a quel periodo della vita di Lauro De Marinis, in cui la madre ospitava a casa sua dei ragazzi con un passato complicato. ll musicista stesso tempo fa aveva scritto: “Mia madre é sempre stata una persona altruista, generosa, longanime. Abbiamo vissuto con altri bambini perché mia mamma prendeva in casa figli di famiglie in difficoltà, anche quando possibilità non ne aveva. Siamo figli di chi ha dedicato tutta la propria vita al lavoro, a cui tuttavia per tanti anni nessuno ha mai riconosciuto nulla. Ho ricordi di momenti in cui non si sapeva che fine avremmo fatto, se saremmo riusciti a coprire i debiti. Ricordo quando fuori fingevo di aver già cenato perché mi vergognavo a uscire e a non avere soldi per pagare il conto. Oggi ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato. Quei gioielli che sua madre le aveva regalato erano l’unico ricordo che conservava di lei. La generosità che mi è stata insegnata è la mia più grande ricchezza. Io sono come i tanti ragazzi della mia generazione, siamo cresciuti da soli crescendoci l’un l’altro. Nessuno conosce la mia vera storia”.
Achille Lauro è andato via di casa a 14 anni quando si è trasferito in una comune insieme al fratello maggiore Federico, detto Fet. La mamma, che oggi si occupa della gestione della carriera del figlio, conclude così la lettera: “Oggi Lauro è adulto e insieme cerchiamo di sostenere tutti quei posti dove ci sono ragazzi che hanno bisogno: dagli ospedali, alle comunità e ovunque ci sia necessità. Sono grata di tutto questo e di vedere che oggi lui non si dimentica di chi ha bisogno e di chi era come lui. Nonostante tutto quello che abbiamo passato, Lauro ha riconosciuto quel faro e ha imparato l’unica cosa che conta realmente: l’importanza di amare e il bisogno di tutti noi di essere amati. Se quei ragazzi non avessero conosciuto l’amore, incluso mio figlio, forse si sarebbero persi in cerca di quell’amore che non avrebbero mai trovato”.