Duran Duran a Sanremo: “Eravamo dei pazzi ma le cose cambiano. Siamo innamorati dei Måneskin”

Duran Duran a Sanremo: “Eravamo dei pazzi ma le cose cambiano. Siamo innamorati dei Måneskin”

La band torna dopo 40 anni sullo stesso palco. “Siamo ancora uniti perché adoriamo la musica che facciamo, ridiamo tantissimo e ci dividiamo i soldi in modo equo”

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Sanremo - C’è grande agitazione per l’arrivo del gruppo che 40 anni fa paralizzò il Festival di Sanremo. Ebbene sì, gli anni passano per tutti. Simon Le Bon ha il viso un po’ gonfio, John Taylor è magro con i capelli corvini, Nick Rhodes la chioma ossigenata e gli occhi bistrati, Roger Taylor un tranquillo signore. Però i Duran Duran, che sono i superospiti della terza serata, giovedì 13 febbraio, raccontano un pezzo della nostra storia. È come se il tempo si fosse fermato, sono tornati al Festival: secondo voi perché ha tutto questo fascino? “Ci abbiamo pensato molto ma non siamo riusciti a trovare una risposta, forse ce l’avete voi, Il festival continua ad alimentare un'atmosfera che ci piace molto - dice Simon Le Bon - è molto interessante dal punto di vista di chi fa musica degli anni Ottanta”.

Sul palco nel 1985 con Pippo Baudo, che Rhodes, confondendosi, chiama “Pippo Bello”. conquistarono l’Italia. “Eravamo veramente pazzi e non così famosi la prima volta che siamo arrivati qui. Stavamo diventando grandi e la gente cominciava a volerci bene. Noi giravamo in limousine, c’era uno stuolo di ragazzine e ragazzini che ci seguivano impazziti, indipendentemente da dove andassimo e da cosa facessimo, Mi ricordo anche che il conduttore era Pippo Bello (Baudo): lavora ancora, è ancora vivo?”.

Cantarono Wild boys, Simon Le Bon si era fatto male alla caviglia. “Mi ricordo benissimo” sorride il cantante “esco a fare una passeggiata, mi trovo alla massicciata del porto a un certo punto prendo uno scivolone, cado e mi rompo il piede. Mi sono anche detto: ‘Forse più vodka bevo, meno sentirò male, ne ho bevuta tanta quella sera però il male è rimasto’. Ebbene, il giorno dopo avevo tanto dolore che dovetti andare in ospedale, non potevo stare in piedi. Mi misero il tutore, mi misero in mano un bastone: è la ragione per cui zoppicai tutta la sera. Siamo venuti a Sanremo cinque volte, a questo punto dovremmo cambiare nome al festival e chiamarlo Duran-Remo".

Sono insieme da 40 anni, ed è semplice capire il perché. "Il segreto che ci tiene uniti dopo 40 anni? Tre cose: adoriamo la musica che facciamo, è ancora bellissima e pensiamo che nessuno di noi sarebbe in grado di fare una musica più bella da solo; ridiamo tantissimo, ed è importante quando c'è un rapporto artistico così saldo e infine ci dividiamo i soldi in modo equo tra noi quattro". Avete un artista italiano che preferite? "Siamo innamorati persi dei Måneskin e dovreste esserlo anche voi" dice Simon Le Bon "Si sono sciolti? È un momento sabbatico..." ribatte a chi gli fa notare che non stanno più insieme.

Le fan italiane andavano al cinema a vedere Sposerò Simon Le Bon, erano gli anni in cui la popstar era il sogno proibito delle ragazzine, la musica inglese andava forte. "Le cose cambiano. Sanremo cambia - spiegano - La causa che ha determinato il cambiamento più importante è stato l'arrivo dell'hip hop dall'America: ha cambiato i gusti, i modi di ballare, il ritmo e lo stile. Poi c’è stato l'avvento di Internet e la possibilità di accedere a molti più artisti, in tutte le lingue. Oggi un ragazzino può avere migliaia di pezzi sul suo telefonino. È qualcosa che fa bene alla musica e anche a noi: se artisticamente siamo ancora vivi lo dobbiamo a quello". Ma c’è un rischio, l’Intelligenza artificiale: "C'è già stato un pezzo prodotto dall'Intelligenza artificiale. Siamo arrivati al momento in cui ci capiterà di ascoltare musica creata dalle macchine e non da un uomo, da un'artista" dice Simon Le Bon. "Nel Regno Unito è già stato dato il permesso alle aziende che si occupano di rubare il nostro stile, i testi delle nostre canzoni, la musica, senza dare una controparte all'artista. Credo sia sbagliato e tutti noi dovremmo alzare la voce se non vogliamo che d'ora in poi la musica sia prodotta dalle macchine anziché da uomini".

Torneranno in Italia per il tour che li porterà a Roma al Circo Massimo il 15 e 16 giugno, il 18 giugno alla Fiera del Levante di Bari e il 20 giugno all’Ippodromo Snai San Siro di Milano. “ È la prima volta che facciamo un tour di questo genere”, dice Nick Rhodes “siamo particolarmente felici di esibirci a Roma, al Circo Massimo, un luogo meraviglioso, non potevano scegliere di meglio. Poi a Bari e Milano, non vediamo l’ora: abbiamo organizzato cose speciali, grandi sorprese. Questo tour fa parte di un tour europeo più vasto”. Poi il pensiero va al quinto componente della band, Andy Taylor, che sta combattendo contro un tumore. “Andy ha un cancro alla prostata al quarto stadio con metastasi, avrebbe voluto essere qui con tutto il cuore. Sta lottando come un leone per superarlo e siamo con lui in questa battaglia. Con la testa e col cuore”.

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