Sarà anche vero che ad Amadeus va riconosciuto il merito di aver “svecchiato” il Festival con le sue cinque edizioni, ma è parere comune che ci sia un pre e un post Mahmood: la sua vittoria nel 2019 con Soldi nè è la dimostrazione. E ora Carlo Conti ha scelto proprio Mahmood come co-conduttore della quarta serata, prevista per venerdì 14 febbraio.
"Sono contento di essere qui con Geppi, l'amo tanto. Carlo mi ha detto che devo essere spontaneo, il problema è che da spontaneo dico un sacco di cazzate. Quindi devo essere spontaneo in maniera televisiva. Sono felice", ha detto l’artista nel corso della conferenza stampa all'Ariston in vista della quarta serata del Festival di Sanremo in cui affiancherà, insieme a Geppi Cucciari, Conti.
Era il 2016 e Alessandro Mahmoud, dopo un primo tentativo a X Factor 2012, faceva la sua grande comparsa sul palco dell’Ariston: la vittoria di Area Sanremo dell’anno precedente gli aveva infatti permesso di presentarsi tra le Nuove Proposte, dove era arrivato quarto con Dimentica. Poi nel 2018, la vittoria a Sanremo giovani con Gioventù bruciata l’aveva catapultato tra i Big di Sanremo 2019. Il resto è storia. Trentadue anni, ventinove dischi di platino e otto dischi d’oro in Italia, sei dischi di platino e tre dischi d’oro all’estero, tre milioni di ascoltatori streaming solo su Spotify.
La discografia italiana ha decisamente la sua nuova stella lucente. Non pago della vittoria sanremese nel 2019, poi, nel 2022 fa il bis in coppia con Blanco con il brano Brividi, mentre nel 2024 è il vincitore morale con la sua Tuta gold e i suoi “gilet neri pieni di zucchero” (o “cileni ripieni di zucchero” che dir si voglia).
“Tornerei tutti gli anni a Sanremo, perché per me è proprio un modo per mettermi alla prova, un modo di crescere – aveva confessato lo scorso anno poco prima del Festival – quel palco mi ha fatto tanto crescere e credo lo farà sempre”.
E ora torna nelle inedite vesti di presentatore (con Geppi Cucciari). Dopo una Gioventù bruciata, aver raggiunto la vetta del Ghettolimpo ed essere stato Nei letti degli altri, ossia i titoli dei suoi tre album in studio, il cantante ha superato le Rapide, ha pubblicato un docufilm, Mahmood appunto, ha prestato la sua inconfondibile voce al granchio Sebastian nel live action de La Sirenetta (2023) e, direttamente dal Barrio, è pronto per riconquistare il palco della kermesse.
“Quando riguardo indietro percepisco sempre quella fame, quella voglia di sentirmi appagato dal lavoro, grazie a Dio avevo l’ansia, in questi ultimi anni. E avevo paura di perderla, quell’ansia, ma non è successo. Per fortuna, a quanto pare fa parte della mia indole, del mio carattere, del mio modo di vivere. La sento come una costante ricerca di migliorarmi, forse di sentirmi accettato: ma più che dagli altri, da me stesso”.