“Se preferisci stare sola ad ascoltare i Blink, io mi sdraio con te fuori dalla tua porta. So che non è solo una giornata storta” canta Paolo Kessisoglu. Risponde la figlia Lunita: “A volte ho paura della luce, perché fa vedere l’ombra. Prendimi in braccio che ho paura di me. Poi ne usciamo”. È stato un momento di grande emozione ieri sera quello tra il comico ligure e sua figlia ventiduenne che hanno portato sul palco dell’Ariston un tema importante e attualissimo.
Il brano è Paura di me, scritta per raccontare il disagio giovanile e il rapporto genitori-figli. "La pandemia ha fatto da detonatore delle problematiche del mondo giovanile con disturbi dei comportamenti alimentari e varie patologie depressive anche dei ragazzi giovani con agiti suicidari, autolesionismo anche prima di 14 anni e post adolescenza fino a 25", ha detto Kessisoglu. "Questa generazione esprime il suo malessere più della nostra. Bisogna ascoltarli", ha aggiunto dopo l'esibizione. “Sono alla ricerca di cosa mi piace fare, sono sicura nella musica", ha detto Lunita.
Sul suo profilo Instagram si definisce artista e ha scelto il prenome “loro” identificandosi come persona non binaria. Da ieri il brano è sulle piattaforme.
“Quando un adolescente sta male è importante che non si senta giudicato nella propria sofferenza – sottolinea Lunita presentando il brano – È fondamentale quindi che tutta la famiglia si metta in discussione per cercare di aiutarsi a vicenda”. “Poi ne usciamo” è la frase più ripetuta del brano per un messaggio di fiducia e speranza da condividere con chi lo sente.