Da Topo Gigio che accenna Brividi di e a Mahmood alla fuoriclasse Geppy Cucciari. Ma non solo. A Sanremo oltre le canzoni (che meritano anche loro le pagelle) ecco i promossi e i bocciati tra tutto quello che gira intorno al Festival.
Topo Gigio
Volando nel profondissimo blu insieme a Modugno e a Lucio Corsi, diventa uno Chagall accanto alla creatura poetica che l’ha chiamato, quel ragazzo con il viso di luna. Vola, il topo di quando eravamo bambini e beato chi lo era in quel tempo, quando Gigio cantava con la Carrà di cui era, voi che c’eravate lo sapete, innamorato pazzo. Poi Topo Gigio si fa un selfie con Mahmood e accenna Brividi, e le orecchie gli tremano. Siamo serissimi nel dire, di vivo cuore, che questo è il momento più alto del Festival.
Voto 9
L’Oscar alla promozione
And the winner is…Robeito! E noi che aspettavamo non diciamo un Woitilaccio, e…
Da Topo Gigio che accenna Brividi di e a Mahmood alla fuoriclasse Geppy Cucciari. Ma non solo. A Sanremo oltre le canzoni (che meritano anche loro le pagelle) ecco i promossi e i bocciati tra tutto quello che gira intorno al Festival.
Topo Gigio
Volando nel profondissimo blu insieme a Modugno e a Lucio Corsi, diventa uno Chagall accanto alla creatura poetica che l’ha chiamato, quel ragazzo con il viso di luna. Vola, il topo di quando eravamo bambini e beato chi lo era in quel tempo, quando Gigio cantava con la Carrà di cui era, voi che c’eravate lo sapete, innamorato pazzo. Poi Topo Gigio si fa un selfie con Mahmood e accenna Brividi, e le orecchie gli tremano. Siamo serissimi nel dire, di vivo cuore, che questo è il momento più alto del Festival.
Voto 9
L’Oscar alla promozione
And the winner is…Robeito! E noi che aspettavamo non diciamo un Woitilaccio, e neppure una strizzata di zebedei a Carlo Conti citando Pippo, noi che lo ricordavamo sul cavallo bianco a dire la grandezza dell’Italia e l’amor che nullo amato amar perdona, noi che abbiamo adorato sempre l’irregolarità geniale di un omino enorme, cosa dobbiamo ascoltare? L’annuncio. Lo spottone. Il prossimamente del programma che vedrà il ritorno di Roberto Benigni su Rai 1. Benigni che promuove Benigni come una Clerici o un Max Giusti qualunque. Ecco cos’è venuto a fare al Festival, altro che sogno. Dieci stanchi minuti e via. Una sveltina alla carriera.
Voto 4
Timido Mahmood
Bambini, adesso andate a dormire altrimenti viene Mahmood. Mamma mia che paura, questo ragazzo con la paura addosso. Chiamare Mahmood a presentare Sanremo è come ordinare una tagliata in pizzeria. Sei Mahmood? E allora canta, anche perché lo sai fare divinamente. Dopo avere ingoiato un manico di scopa, vicino a Carlo Conti pare Ibrahimovic timido al primo appuntamento con la mamma di Cristicchi. Più che Mahmood, Mamuto.
Voto 5
La splendida cornice
Che poi, altro che cornice. Geppy Cucciari semmai è un affresco, una Cappella Sistina in mezzo agli scarabocchi. Lei e Frassica sono gli unici, veri fuoriclasse di un Festival immortalato in anticipo da Califano (no, non ho detto gioia). Imbattibile nei tempi delle battute e nell’ironia, ecco la regina del palco dopo tre serate di Cenerentole con la scarpetta non di cristallo, ma nel sugo.
Voto 8,5
Il Volo sì, ma verso Marte
Da alcuni giorni ci chiedevamo dove fossero finiti. Forse chiusi in un armadio con Orietta Berti e Gianni Morandi, gli altri illustri scomparsi del Festival. Forse in crociera con Bocelli, di cui sono la versione tascabile ma purtroppo triplicata. E invece, grazie al cielo, rieccoli.
Il Volo, sempre in attesa di decollare e sempre qui a cantare. Accanto a Clara, bellissima ma vestita come le Sposa Cadavere, sembrano tre becchini, stessi abiti, stesse espressioni, stessa vitalità. Il Volo, perché non verso Marte?
Voto: 5
Il dottor Guido Tersilli
Ormai il dottor Cristicchi, medico della mutua, è il vero eroe di paramedici, operatori sociosanitari, infermieri, farmacisti, badanti, Cup e SovraCup. Non contento di cantare la malattia e di essere diventato testimonial ufficiale dell’Asl, sceglie La cura come cover.
Però, dev’essersi distratto. Perché, se poi la cura funziona davvero, senza malati a lui cosa resterà da cantare? Gente che sta bene? Forse felice? Forse, addirittura innamorata? Questo è il punto, ovviamente giallo.
Voto 5,5
Il braccialetto
A San Valentino si regalano fiori (e a Sanremo, figurarsi) e braccialetti. Ai cumenda e alle sciùre in platea e galleria li hanno dati luminosi, un bel cadeau che è come la medaglietta del cane e li aiuterà, nel caso qualcuno li abbandoni in autostrada. Bella gente, soprattutto nelle prime file. Televolti, vipponi, cariatidi, veline e velini, militari in divisa, milionari (chi non lo è, per garantirsi quei biglietti si sarà venduto un rene), insomma la vera classe dirigente dell’Italia. Che, difatti, è conciata com’è conciata. Come ha detto Geppy, forse erano braccialetti elettronici. A qualcuno, scommettiamo, prima o poi serviranno.
Voto 4
Quel rumore di ossa contro lo zinco e il legno
Ssssst, fate silenzio, non lo state sentendo anche voi quel rumore strano, organico eppure metafisico? Come una percussione di tamburi lontani, come un tintinnare di tibie e femori e rotule e scatole craniche che si agitano e si rivoltano in uno spazio ristretto, diciamo una cassa di un paio di metri di lunghezza per meno di uno di larghezza. Ma certo, sono i grandi cantanti e le grandi cantanti del passato che si rivoltano nella tomba. Succede sempre, una volta all’anno, nella serata delle cover. Persino quelli tra loro ancora vivi si rivoltano, immaginiamo lo abbia fatto per esempio Gino Paoli quando, a un certo punto, gli hanno offeso Che cosa c’è. Perché, sapete cosa c’è? C’è che non dovreste permettervi.
Voto 3
Faber
Chiudeva ogni concerto con Volta la carta, e prima cantava Il pescatore. Nella storia della nostra musica c’è Fabrizio De André e poi ci sono gli altri. Come quando Fausto Coppi vinse la Milano-Sanremo, e il radiocronista disse: “In attesa degli altri corridori, trasmettiamo musica da ballo”. Stavolta, Il pescatore è stata straziata da quello con i baffetti che sembra D’Alema da piccolo, e per Crêuza de mä si è dovuto aspettare quasi l’una di notte, anche se poi l’ha cantata Cristiano De André e lui può, lui soltanto. Ci sono angoli di bellezza che non andrebbero mai profanati, è come scrivere col pennarello su un monumento. Volti la carta e non finisce in gloria.
Voto 10 a Fabrizio De André
La balenottera
E’ risalita dallo Stretto di Magellano con un certo appetito dopo avere sputato il canoista (anche lei, vivaddìo, detesta il sushi), ha lungamente nuotato e sognato altro cibo e nuovi orizzonti, ha vissuto l’infinita traversata con pazienza oceanica, ha raggiunto il tepore del Mediterraneo (ragazzi, è quasi primavera ormai), ha risalito la corrente da sud a nord sfiorando Sardegna e Corsica, ha bordeggiato lungo la dolce costa che tra un mese vedrà specchiarsi corridori ciclisti e mimose, infine ha raggiunto le onde di Sanremo che si sono spalancate al suo passare. Poi ha aperto le fauci e ha cantato l’ultima cover, almeno lei intonatissima. Infine, si è mangiata Carlo Conti.
Voto: 9