ROMA – Mattinata sanremese in contemporanea tra Roma e Milano. Carlo Conti ha presentato gli ascolti, in anteprima per la stampa, delle 30 canzoni che si sfideranno sul palco dell’Ariston. Come ha sottolineato il direttore artistico, “è stato come scegliere i fiori per un bouquet: magari le rose c’erano solo rosse e allora si va anche su fiori che si conoscono meno ma che possono riservate sorprese”.
Scelte all’insegna della varietà, dal rap al rock (quota in realtà davvero esigua), dal latin alla dance e, soprattutto, tanto pop. In mezzo a qualche annuncio (omaggi sparsi a Pippo Baudo per tutto il festival, con in più una mostra a lui dedicata; per due sabati consecutivi su Rai 1 ci saranno due serate di Sanremo Top, con l’analisi delle classifiche …
ROMA – Mattinata sanremese in contemporanea tra Roma e Milano. Carlo Conti ha presentato gli ascolti, in anteprima per la stampa, delle 30 canzoni che si sfideranno sul palco dell’Ariston. Come ha sottolineato il direttore artistico, “è stato come scegliere i fiori per un bouquet: magari le rose c’erano solo rosse e allora si va anche su fiori che si conoscono meno ma che possono riservate sorprese”.
Scelte all’insegna della varietà, dal rap al rock (quota in realtà davvero esigua), dal latin alla dance e, soprattutto, tanto pop. In mezzo a qualche annuncio (omaggi sparsi a Pippo Baudo per tutto il festival, con in più una mostra a lui dedicata; per due sabati consecutivi su Rai 1 ci saranno due serate di Sanremo Top, con l’analisi delle classifiche e tutti i protagonisti; le cover saranno annunciate probabilmente questa settimana, già la domenica dopo la finale sapremo se il vincitore parteciperà all’Eurofestival; la Rai non è assolutamente contraria alla partecipazione di un artista palestinese all’Eurovision.
Per quanto riguarda le canzoni, grande spazio alle ballate anche classiche: in pochi hanno trascurato la zona di comfort (o presunta tale, visto i risultati degli ultimi anni) del clima sanremese. Questi i nostri giudizi dopo il primo ascolto, ovviamente suscettibili di variazioni perché alcune canzoni “crescono” col tempo.
Tommaso Paradiso, I romantici
Sta nel suo brodo, nel senso che il brano porta chiaro il suo marchio. Un inno all’amore che potrebbe piacere non solo ai suoi fan.
6.5
Malika Ayane, Animali notturni
Stavolta Malika gioca coi ritmi. Il suo è un pezzo mosso, un po’ alla Swing Out Sister (per chi li ricorda), o alla Nu Genea. Si balla in una nuvola di esotismo in chiave revival.
6.5
Sayf, Tu mi piaci tanto
Poco conosciuto al grande pubblico, l’artista ligure potrebbe stupire con la sua scelta folk, dal tono cantautorale ma non triste. Il testo è pieno di riferimenti alla politica e al sociale.
7
Patty Pravo, Opera
Come in una romanza degli anni Duemila, Patty canta “Io sono musa, colore tagliente e poi opera, l’opera”. Un brano solenne, con tanta orchestra e un’aria perfetta per una diva.
7.5
Luchè, Labirinto
Ha il grande merito di resistere alla tentazione di uscire dal suo seminato. Un racconto che sa di autobiografia, con il pop sporcato da sprazzi di urban.
6
Mara Sattei, Le cose che non sai di me
La cantante di Fiumicino ha scelto un brano classic pop, un terreno per lei finora inesplorato. La sua voce è cresciuta, la canzone è senza sporcature.
6
Francesco Renga, Il meglio di me
La voce è sempre tra le migliori, la scelta è quella di un brano che praticamente gira solo sul ritornello. Che offre una grande apertura melodica che piacerà agli amanti del Sanremo più classico.
6
Ditonellapiaga, Che fastidio!
Un passo oltre la già potente Chimica del 2022. Una canzone quasi techno che è una cronaca di una alienazione sociale profonda. Coraggiosa e travolgente.
7.5
Leo Gassman, Naturale
Una canzone d’amore gradevole ma inserita in uno schema molto tradizionale. Bella voce, ma niente di memorabile.
5.5
Sal Da Vinci, Per sempre sì
Probabilmente per la sua esibizione verrà giù l’Ariston, destinato a diventare una grande sala da ballo. Pop dance stile partenopeo all’insegna del “viva il matrimonio”.
6+
Levante, Sei tu
Ah, l’amore che fa tremare le gambe e rende tutto instabile. La voce è quella di sempre, lo stile è molto sanremese.
6
Tredici Pietro, Uomo che cade
Non è solo un figlio d’arte (Morandi). Propone uno stile urban sporcato di pop, e viceversa. Molta archi sparsi, qualche passaggio indie, una melodia che non sempre va dritta. Da tenere d’occhio.
7
Enrico Nigiotti, Ogni volta che non so volare
Un brano un po’ etereo, che sembra uscito da un festival di qualche anno fa. Pulito, ben cantato ma con un piccolo deficit di sangue.
5.5
Samurai Jay, Ossessione
La quota latin di Sanremo arriva con questo pezzo da spiaggia, fuori stagione. Dance esotica, con una voce misteriosa dall’accento sudamericano che ha fatto già discutere. Per alcuni si tratta di Belen: è lei o non è lei?
6
Serena Brancale, Qui con me
Più Sanremo non si può: si canta l’amore, e Brancale lo fa divinamente. La performance vocale può far decollare una canzone ben scritta ma non troppo originale. La standing ovation non è quotata.
6.5
Arisa, Magica favola
Una scelta enigmatica: una canzone talmente eterea da risultare quasi inconsistente. Gli accenti disneyani di alcuni passaggi non aiutano a risolvere il mistero, ma pur sempre di favola si tratta.
5
Nayt, Prima che
Lui è una delle migliori penne del rap italiano e al festival arriva senza snaturarsi. Butta giù parole di vita vera, con quel tono un po’ poetico che lo rende unico.
7
Dargen D’Amico, Ai Ai
Come sempre, i brani di Dargen offrono doppie e triple letture: il senso non è mai quello che appare. Un rap venato di dance, assai meno spensierato di quanto possa apparire.
6.5
Raf, Ora e per sempre
Raf lo riconosce dal timbro melodico: il suo è davvero unico. Succede anche in questa canzone, con l’amore protagonista e un arrangiamento molto classico.
6+
Lda e Aka Seven, Poesie clandestine
La Napoli non milionaria, musicalmente parlando. Molto ballo e poco altro.
4.5
Bambole di pezza, Resta con me
La quota rock (praticamente unica) del festival si risolve con una ballatona, cantata benissimo, tutta virata al femminile. Poco rumore ma buona sostanza.
6
Fulminacci, Stupida sfortuna
Lui invece è il rappresentante dell’indie italiano che racconta storie sentimentali con uno sguardo contemporaneo. Le sue melodie sono a tratti sbilenche e la lode va al coraggio di restare se stesso. Con bravura.
7
Ermal Meta, Stella stellina
Una storia ispirata a Gaza, anche se la città non viene mai citata. Un dramma di guerra struggente, con un uomo che si ritrova tra le braccia una bambina vittima del conflitto. Musica mediorientale firmata da Dardust.
8
Elettra Lamborghini, Voilà
A un certo punto canta “E allora viva la Carrà / ballare e poi finire giù per terra”. Di ritmo si può vivere. O anche no.
4.5
Chiello Ti penso sempre
Ha detto di aver scelto il suo brano più dritto, nel senso di quello meno sbilenco. C’è un rullante che picchia forte, qualche sporcatura sonora e un disincanto (“Quindi amarsi a cosa serve?”) che rappresenta la sua cifra.
6
Eddie Brock, Avvoltoi
Altro eroe dei social, l’artista romano gioca col cantautorato. Non fa miracoli, ma il suo sound è fresco e spunta anche (incredibile) una chitarra elettrica. L’enfasi alla Olly potrebbe fare il suo effetto.
6.5
Maria Antonietta e Colombre, La felicità e basta
In un’atmosfera anni 60 sporcata di elettronica una riflessione in chiave indie pop sul concetto di felicità. Un po’ alla Colapesce e Dimartino, la freschezza creativa senza banalità.
7
Fedez e Marco Masini, Male necessario
Nel lotto dei favoriti avranno un posto speciale. La coppia funziona: uno rappa, l’altro canta forte e entrambi condividono una quota di rabbia. Contro i tempi, i modi, i media. Una incazzatura che può andare bene per tanti.
7
Michele Bravi, Prima o poi
L’amore che non passa raccontato con toni sentimentali ma non mielosi. Bravi cita Battisti e il tema è un po’ quello di Vendo casa, con tutti i distinguo del caso e un’orchestra che la fa da padrona.
6
J-Ax , Italia starter pack
Per osare, ha osato: il suo è un pezzo country, una ballata divertente e insolita. C’è il messaggio politico: l’Italia sta male, tanto vale ballarci sopra ma senza dimenticare. Con cappelloni e camicioni.
6.5