Alla sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo dopo aver portato sul palco dell’Ariston Santa Marinella nel 2021, Fulminacci presenterà quest’anno Stupida sfortuna e nella serata delle cover sarà sul palco con Francesca Fagnani, Parole parole. Della canzone che porta in gara ha spiegato a RaiPlay che “non so bene di cosa parla, non lo so mai bene di cosa parlano le canzoni che scrivo, però parla probabilmente di me che cammino di notte e penso a delle cose del passato, spero in delle cose del futuro e ci sono un po’ di ostacoli da superare”.
Ostacoli che il cantautore romano, vincitore nel 2019 della Targa Tenco come miglior Opera prima per La vita veramente (suo esordio sulle scene musicali), sembra proprio essere in grado di affrontare. Grazie anche a quella Stupida sfortuna che presenterà il prossimo 24 febbraio: “Ho pensato che questa fosse la canzone giusta per Sanremo perché è una canzone molto onesta e parla di me – ha proseguito Fulminacci – essere onesti è la cosa che bisogna fare sempre, in qualunque contesto. Quindi è giusta per Sanremo come è giusta per qualunque altra situazione”.
Un ritorno all’Ariston, il suo, che potrebbe essere in realtà considerato quasi un debutto : “La prima volta a Sanremo ci sono stato nel 2021, l’edizione del Covid, quindi non c’era il pubblico, era tutto molto diverso – ha spiegato – c’erano emozioni diverse, sicuramente importanti. Stavo spesso in camera, facevo interviste in camera, invece adesso scoprirò che vuol dire faticare davvero”. Due “Sanremi” decisamente molto diversi i suoi, e proprio “Sanremi” è la parola condivisa in anteprima dal cantautore, un piccolo indizio del testo di Stupida sfortuna.