SANREMO – Dopo tante parole e qualche polemica, il festival prende il via. 30 cantanti che stasera scoprono le loro carte. Queste le nostre pagelle della serata inaugurale.
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Si inizia col botto: un brano da club dal ritmo fortissimo. Il corpo di ballo e la direttrice d’orchestra, perfettamente in sintonia, fanno il resto. Esplosiva.
8
Michele Bravi – Prima o poi
Elegante, più a fuoco rispetto a altre edizioni. La canzone tiene, la voce anche. Sentimentale ma con ironia.
6+
Sayf – Tu mi piaci tanto
L’andamento è un po’ folk, il testo non è banale. Un brano che potrebbe crescere.
6.5
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Ha scelto di andare sul classico sia per il look che per lo stile della canzone. Vocalmente è impeccabile, la canzone va con la corrente del festival.
6
Dargen D’Amico – Ai Ai
Entra in scena prima del dovuto e già così spariglia il protocollo. La canzone è divisa in tre parti, il tema è forte e il pezzo gira bene. Uno dei pochi b…
SANREMO – Dopo tante parole e qualche polemica, il festival prende il via. 30 cantanti che stasera scoprono le loro carte. Queste le nostre pagelle della serata inaugurale.
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Si inizia col botto: un brano da club dal ritmo fortissimo. Il corpo di ballo e la direttrice d’orchestra, perfettamente in sintonia, fanno il resto. Esplosiva.
8
Michele Bravi – Prima o poi
Elegante, più a fuoco rispetto a altre edizioni. La canzone tiene, la voce anche. Sentimentale ma con ironia.
6+
Sayf – Tu mi piaci tanto
L’andamento è un po’ folk, il testo non è banale. Un brano che potrebbe crescere.
6.5
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Ha scelto di andare sul classico sia per il look che per lo stile della canzone. Vocalmente è impeccabile, la canzone va con la corrente del festival.
6
Dargen D’Amico – Ai Ai
Entra in scena prima del dovuto e già così spariglia il protocollo. La canzone è divisa in tre parti, il tema è forte e il pezzo gira bene. Uno dei pochi brani con un significato legato all’attualità. Anche questo spariglia.
6.5
Arisa – Magica favola
L’idea della favola deve avere un po’ preso la mano agli autori e pure a Arisa. Disneyland in Sanremo. Voce comunque impeccabile.
5
Luché – Labirinto
Quota rap, anche se non esasperato. Un racconto di percorsi mentali complessi, tra urban e canzone più tradizionale.
6
Tommaso Paradiso – I romantici
C’è tanta scuola romana in questo racconto un po’ indie e un po’ da cantautore tradizionale. La vena di malinconia fa girare il pezzo in una direzione che può piacere a molti.
6.5
Elettra Lamborghini – Voilà
L’oro l’ha tenuto tutto nel vestito. Sembra l’estate da ballare, ma è fine febbraio. Fuori stagione.
4.5
Patty Pravo – Opera
Una canzone per una diva. Una romanza per il 2026, elegante, solenne. La voce non è più quella di una volta, ma la leggenda è ancora lì. Oltre il voto.
7
Samurai Jay – Ossessione
Estate, capitolo 2. Ritmo latino, voce centrata, resta sempre il problema del fuori stagione.
5.5
Raf – Ora e per sempre
Una dedica a sua moglie in una confezione classica, ma il tocco è più profondo rispetto a chi ha una storia artistica più breve. Finale con commozione.
6+
J-Ax – Italia starter pack
Dal rap al country, con banjo, violino e cappellone d’ordinanza. Il testo non è banale, la canzone scivola senza fatica. In mezzo a tanto romanticismo, un suggerimento da ballo. Stivali di rigore.
6.5
Fulminacci – Stupida sfortuna
Semplicità e buon gusto. La canzone parte leggera ma poi ti aggancia e si fa ricantare quasi subito. Non succede spesso.
7
Levante – Sei tu
Per una volta, ha scelto la tradizione. Il canto è appassionato, si esibisce senza l’aiuto dei coristi. Classic Sanremo. Troppo?
6
Fedez e Marco Masini – Male necessario
Due arrabbiati, che in coppia funzionano. Masini è il cantante con la voce graffiata, Fedez è il rapper sempre in credito con troppi giudizi negativi. Li danno tra i favoriti, e nessuno può ignorarli. Applausi scroscianti.
7
Ermal Meta – Stella stellina
Come affrontare il tema più straziante (la morte di una bambina nell’inferno di Gaza) con la delicatezza dell’artista. Suoni mediorientali, nessun patetismo, il dolore raccontato con dolcezza. Contemporaneità coraggiosa.
8
Serena Brancale – Qui con me
Destinata al successo. Una ballata struggente, con dedica alla mamma, offerta al pubblico con una voce potente. Una costruzione fatta per sollevare standing ovation.
6.5
Nayt – Prima che
Una ballata urban, con gli archi a supportare un racconto scritto con la stesso stile e la stessa cifra di sempre. Non tutti hanno avuto lo stesso coraggio. Testo per niente banale.
7
Malika Ayane – Animali notturni
Tra i tanti pezzi dance di questo Sanremo, questo è il più jazz e il più convincente. Tra Nu Genea e Swing Out Sisters (per chi li ricorda).
6.5
Eddie Brock – Avvoltoi
Uno degli outsider del festival, con una canzone con un crescendo vocale che offre enfasi e melodia.Il pezzo è classico, ma la reazione del pubblico è da seguire.
6+
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Un made in Italy totale. Matrimonio per sempre, tempo sostenuto, un clima da festa incontenibile. Nel 2026 è uno dei favoriti senza scandalo.
6
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Nella cifra di questo Sanremo ci sta anche lui. Anche se il pezzo non è memorabile.
5
Tredici Pietro – Uomo che cade
Tra prove e diretta non è stato fortunato. Ma non si perde d’animo e la sua canzone, tra urban e cantautorato, ha un ritornello potente. Al contrario di tanti altri, è contemporaneo.
6.5
Chiello – Ti penso sempre
Di solito scrive canzoni più storte, come lui stesso le definisce. Questa è più convenzionale: non sfigura e la performance è convincente.
6
Bambole di Pezza – Resta con me
La quota rock del festival. Loro bucano, suonano forte, la vocalità è senza sbavature ma la ballatona non sembra altrettanto forte.
5.5
Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta
Un arrangiamento dolcemente anni 60, con Maria Antonietta che indossa un abito che è la perfetta replica di quello portava Nada quando cantò Ma che freddo fa. Un progetto lucido, divertente, fuori dal torpore emanato da tanti colleghi.
7
Francesco Renga – Il meglio di me
Un brano costruito sulla vocalità di Renga, tanto ritornello e poco altro. Lui canta senza sbavature, ma non è abbastanza.
5
Leo Gassmann – Naturale
Vale il giudizio dato per altri colleghi: bella voce, canzone molto classica. Molto.
5
Lda e Aka 7even – Poesie clandestine
La Napoli dei due artisti è quella un po’ latin, ritmata e leggera. Purtroppo non è milionaria.
5