Patty Pravo, l’eterna ragazza del Piper in gara con “Opera”
di Andrea PascoliPatty Pravo è tornata definitivamente in auge, ma aveva mai davvero smesso di esserlo? Con settantasette anni all’anagrafe – ma da sempre e per sempre quella “ragazza del Piper” sia nell’aspetto che nello spirito – e sessant’anni esatti di carriera (nel 1966 il suo debutto ufficiale con Ragazzo triste), la cantante sta vivendo da tempo un’eterna giovinezza artistica, intensificata in particolar modo nell’ultimo periodo: dalla cover di Madonna (con la quale pari si scambi messaggi su Instagram) de La bambola alla sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, l’agenda della cantante è parecchio impegnata. E non ha intenzione di fermarsi.
Dopo La spada nel cuore con Little Tony nel 1970, Per una bambola nel 1984, Pigramente signora nel 1987, I giorni dell’armonia del 1995, …e dimmi che non vuoi morire del 1997, L’immenso del 2002, E io verrò un giorno là del 2009, Il vento e le rose del 2011, Cieli immensi del 2016 e Un po’ come la vita del 2019 con Briga, Pravo calcherà infatti nuovamente il palcoscenico dell’Ariston con Opera, una canzone “nata da un sogno e che parla dell’unicità di tutti noi in questo mondo – come raccontato dalla diretta interessata su RaiPlay – perché noi siamo opere d’arte uniche, tutti noi”.
Oltre trenta album pubblicati, un’infinità di cavalli di battaglia entrati a pieno diritto nell’immaginario collettivo e altrettanti cambi di look che l’hanno consacrata come unica vera trasformista della musica italiana Patty Pravo è un camaleonte pronto a stupire ancora una volta.
“Io porto questa canzone a Sanremo perché è nata da un sogno e a me fa molto piacere – ha proseguito la cantante – e poi, dopo tutti questi anni di Sanremo, voglio portare un sogno, una possibilità, un amore per noi stessi, di unicità, di arte”.
“Musa” la parola chiave tratta dal testo della sua canzone e rivelata in anteprima a RaiPlay, un piccolo indizio, carico di significato, che rappresenta l’anima del brano e che racconta già qualcosa della magia che prenderà forma sul palco più amato d’Italia, “perché sia d’ispirazione a tutti noi”. “Io non canto canzoni destinate a vincere” aveva confessato Pravo qualche tempo fa, e su cosa aspettarsi quest’anno dice: “Speriamo sia carino il tutto”.