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Grazie autori, quelli che nessuno applaude: ma chi ha voluto Schettini a Sanremo?

Didascalia /4 Dietro le quinte del Festival c’è uno squadrone che scrive, taglia, misura e tiene insieme quattro ore di diretta sotto tiro. Un lavoro enorme e invisibile. Una sola domanda: davvero il monologo del prof-influencer era inevitabile?
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Ciao, buongiorno Mario D’Amico, Emanuele Giovannini, Ludovico Gullifa, Lavinia Iannarilli, Giancarlo Leone, Ivana Sabatini, Walter Santillo, Leopoldo Siano, nessuno vi ringrazia mai, restate – come si dice – dietro le quinte, a sventolare e correggere scalette, nervosi o rilassati a seconda del temperamento e delle circostanze. Avete trascorso settimane impegnative e giornate ancora più intense. Siete gli autori e le autrici del 76° Festival della canzone italiana.

Uno squadrone, largo come, più o meno, quello degli autori di quasi tutte le canzoni in gara. Ciascuno, nel vostro caso, avrà avuto la sua specifica mansione, il segmento delle serate-fiume di cui occuparsi. Le critiche che piovono sull’edizione che si chiude oggi rischiano di essere, come sempre, perfino troppo ing…

Ciao, buongiorno Mario D’Amico, Emanuele Giovannini, Ludovico Gullifa, Lavinia Iannarilli, Giancarlo Leone, Ivana Sabatini, Walter Santillo, Leopoldo Siano, nessuno vi ringrazia mai, restate – come si dice – dietro le quinte, a sventolare e correggere scalette, nervosi o rilassati a seconda del temperamento e delle circostanze. Avete trascorso settimane impegnative e giornate ancora più intense. Siete gli autori e le autrici del 76° Festival della canzone italiana.

Uno squadrone, largo come, più o meno, quello degli autori di quasi tutte le canzoni in gara. Ciascuno, nel vostro caso, avrà avuto la sua specifica mansione, il segmento delle serate-fiume di cui occuparsi. Le critiche che piovono sull’edizione che si chiude oggi rischiano di essere, come sempre, perfino troppo ingenerose.

Chi commenta non ha nemmeno una vaga idea di cosa significhi mettere in piedi un programma di quattro ore e passa in diretta, un programma con tutti i fucili puntati, con introiti pubblicitari enormi, eccetera. Per questo, credo sia giusto che un pensiero vada a voi, a voi che scrivete le frasi che poi passano sui “gobbi” digitali, che calcolate i tempi, la misura delle gag, l’entrata della pubblicità, il lancio dei video promozionali della Liguria. Lo dico senza ironia: è un lavoro enorme, non necessariamente entusiasmante, faticoso. Nessuno ringrazia. Se il risultato non è stato all’altezza delle aspettative, non è certo solo vostra responsabilità.

Ho solo una curiosità: a chi è venuto in mente di invitare Vincenzo Schettini? Al conduttore stesso? Può darsi. Ma non c’è stata una riunione in cui qualcuno abbia manifestato una perplessità, un dubbio? Qualcuno che si sia chiesto: cosa aggiunge? Al di là della polemica recente che ha travolto il professore-influencer, in un Sanremo senza monologhi (i monologhi a Sanremo: capitolo spinoso!) possibile che l’unico a farne uno fosse lui? Passi la trovata sulla fisica e le onde sonore, ma l’omelia commossa sui giovani e la dipendenza da social... L’avevate, suppongo, letta in anticipo. Non era sufficiente quel passaggio per riconoscere l’insensatezza? Il tiktoker che parla di dipendenza da TikTok e connette l’eventuale dipendenza social a quella alle droghe. Tutto tra l’ipocritamente moralistico e il generico/conversazione da bar. Senza Schettini, guadagnavamo sei sette minuti buoni per recuperare sull’orario di chiusura e sui danni all’intelligenza.

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