Il toto vincitori di Sanremo 2026 tra pronostici e podio ideale
dal nostro inviato Andrea SilenziSANREMO – Per chi non è avvezzo ai pronostici (le persone che, normalmente, non scommettono e non vivono di sensazioni del tipo “me lo sento”), una delle regole auree è seguire le quote dei bookmaker. “Quelli lo sanno”, è il mantra di chi vuole buttare qualche spicciolo sul calcio o qualsiasi attività che preveda una gara. Sanremo ingolosisce, non solo per motivi di vincita in denaro ma anche per gettarsi nel vortice dell’indovina chi vince.
Allora vediamo che dicono queste entità divinatorie: al momento Sal Da Vinci, considerato poco più di un outsider, ha ribaltato i pronostici: la sua quota per la vittoria finale è crollata da 10 a 4. All’inizio, la vittoria era data a 30. In pole restano anche altri: su tutti Fedez e Masini, quotatissimi per la vittoria; Serena Brancale, stabile tra i papabili al podio; e dopo le votazioni delle scorse serate (televoto e radio e tv) non calano le possibilità per Arisa.
SANREMO – Per chi non è avvezzo ai pronostici (le persone che, normalmente, non scommettono e non vivono di sensazioni del tipo “me lo sento”), una delle regole auree è seguire le quote dei bookmaker. “Quelli lo sanno”, è il mantra di chi vuole buttare qualche spicciolo sul calcio o qualsiasi attività che preveda una gara. Sanremo ingolosisce, non solo per motivi di vincita in denaro ma anche per gettarsi nel vortice dell’indovina chi vince.
Allora vediamo che dicono queste entità divinatorie: al momento Sal Da Vinci, considerato poco più di un outsider, ha ribaltato i pronostici: la sua quota per la vittoria finale è crollata da 10 a 4. All’inizio, la vittoria era data a 30. In pole restano anche altri: su tutti Fedez e Masini, quotatissimi per la vittoria; Serena Brancale, stabile tra i papabili al podio; e dopo le votazioni delle scorse serate (televoto e radio e tv) non calano le possibilità per Arisa.
Gli altri viaggiano staccati. Sul voto finale finirà per incidere la serata dei duetti, che in qualche caso sposterà voti: negli anni passati, anche se il regolamento è cambiato, l’influenza sul televoto finale è stata tangibile.
Che poi i voti da casa non coincidano con quelli degli osservatori è cosa nota. In fondo, è anche parte della liturgia del Festival. La critica, in molti casi, tende a non premiare il nazionalpopolare per sposare progetti più coraggiosi: quest’anno, però, di coraggio non se n’è visto molto e dunque in qualche caso le preferenze potrebbero anche coincidere.
Ci sono alcuni artisti che meriterebbero un posto al sole proprio per il coraggio: prendete Nayt, altro underdog del festival, che ha portato in scena una narrazione contemporanea senza spostarsi dalla sua cifra stilistica. O Ditonellapiaga, che ha presentato un progetto quasi multidisciplinare con coreografie metropolitane accompagnate da un suono trascinante. Un bravo andrebbe anche a Ermal Meta, che tocca un tema scottante come la morte dei bambini di Gaza sotto le bombe.
Se proprio si dovesse andare sul classico, forse una menzione di merito potrebbe andare a Patty Pravo, solenne e carismatica come sempre. Fulminacciè la quota indie di qualità, Serena Brancale la grande voce per commuoversi. E poi Maria Antonietta e Colombre, altri outsider in grado di regalare una narrazione leggera e non banale dai colori un po’ vintage. Per il nostro punto di osservazione, il podio ideale dovrebbe uscire da qui. Se i bookmaker non sono d’accordo, un motivo ci sarà. Per qualcuno, tuttavia, potrebbe esserci un’epifania imprevista.