Sayf secondo posto a Sanremo, sul podio il mix tra cantautorato e rap. E porta la mamma sul palco
dal nostro inviato Andrea SilenziSANREMO – Chi è Sayf, si domandavano in tanti prima del Festival di Sanremo. Il pubblico più giovane però lo conosce benissimo: è uno degli artisti più amati delle ultime generazioni. Non è un caso se la sua Tu mi piaci tanto ha conquistato il secondo posto in classifica. Portare la mamma sul palco dell’Ariston è stato il suo vero premio: in quell’abbraccio c’erano gli anni dei sacrifici, i sogni custoditi in silenzio e la promessa mantenuta di un figlio che non ha mai smesso di crederci. E non è un caso se la sua ottima versione di Hit the road Jack di Ray Charles nella serata delle cover, eseguita insieme a Alex Britti e Mario Biondi versione Blues brothers, è arrivata sul podio della classifica finale.
Sayf, pseudonimo di Adam Sayf Viacava, è nato a Genova nel 1996. Figlio di padre italiano e madre tunisina (separatisi quando lui aveva nove anni), ha trascorso l'infanzia tra la città di nascita, Rapallo e Santa Margherita Ligure. Ha imparato a suonare la tromba alle scuole medie e intorno ai quattordici anni si è avvicinato al rap. Il suo essere musicista nel vero senso della parola lo ha fatto amare da un pubblico che apprezza il suo saltare tra i generi, dal rap al cantautorato. “Io non ero troppo fan del rap – ha dichiarato – però sono molto fan della musica italiana. E Sanremo, per me, è una roba che mi piace davvero".
I suoi riferimenti musicali vanno da Gino Paoli a Adriano Celentano, da Franco Califano aVinicio Capossela. Dopo vari mixtape e singoli, nel 2025 ha pubblicato l’album Se Dio vuole. E a proposito di fede, si definisce credente "a modo suo", vivendo la sua spiritualità senza etichettarsi come appartenente ad una specifica religione.