SANREMO – Il coraggio non gli è mai mancato, ma forse in questo festival ha fatto un altro passo avanti. Ermal Meta, 44 anni, è da tempo un protagonista della nuova scena cantautorale. In un festival di Sanremo molto virato sul lato sentimentale, Meta ha scelto di toccare un tema drammatico come la guerra di Gaza con il suo brano Stella stellina: una sorta di ninna nanna tragica ma che non chiude alla speranza. Nella classifica finale si è piazzato all’ottavo posto, ma ha vinto il Premio People & Planet di Sanremo 2026 per la canzone più sostenibile e anche il Premio Speciale del Concorso letterario Casa Sanremo Writers 2026.
La sua ascesa in questo festival è legata soprattutto all’intensità di una canzone apparentemente semplice ma profonda, coerente con il suo percorso artistico. Proprio nei giorni del festival, Matteo Salvini lo ha citato goffamente per la sua propaganda sull’immigrazione, dal momento che Meta ha origini albanesi: “Faccio i miei complimenti a Ermal Meta e al suo perfetto utilizzo della lingua italiana", ha dichiarato il ministro. Meta ha replicato: “Mi ha fatto sorridere. Ma se parlo così bene italiano, vuol dire la scuola pubblica italiana sa funzionare molto bene. E forse sarebbe il caso di tornare a investire su integrazione e formazione. È il mio appello al ministro, mettiamola così, che faccia il suo”.
Sanremo, Ermal Meta risponde a Salvini: "Grazie alle mie prof, persino io parlo bene italiano"
Il fatto che Meta sia uno dei pochissimi artisti presenti che abbia abbracciato un tema di attualità è coerente con il suo percorso artistico. È nato nel 1981 a Fier, in Albania, ma a soli 13 anni l'artista si è trasferito a Bari con la mamma, la sorella e il fratello. Ha frequentato le scuole in Italia, paese in cui è cresciuto e dove ha costruito la sua carriera musicale. Inoltre, ha la cittadinanza italiana. Dunque è, a tutti gli effetti, italiano, senza per questo rinnegare le sue radici.
Dopo le prime esperienze come componente dei gruppi Ameba 4 e La Fame di Camilla nel corso degli anni Duemila, a partire dal 2013 ha intrapreso la carriera da solista, pubblicando sei album in studio e vincendo il Festival di Sanremo 2018 in coppia con Fabrizio Moro con il brano Non mi avete fatto niente. Nello stesso anno ha rappresentato insieme a Moro l'Italia all'Eurovision Song Contest, svoltosi a Lisbona, classificandosi poi in quinta posizione.
Sanremo, Ermal Meta: "Le parole Gaza e Palestina non sono bestemmie"
Ha partecipato in totale sei volte a Sanremo. Oltre all’attività musicale, Meta è anche un autore che nel corso degli anni lo ha portato a scrivere brani per molti interpreti italiani come Emma, Francesco Renga, Patty Pravo, Chiara Galiazzo, Marco Mengoni, Francesca Michielin, Francesco Sarcina, Red Canzian, Giusy Ferreri e Lorenzo Fragola. All’attività musicale ha affiancato quella di scrittore: ha pubblicato finora due libri, Domani e per sempre e Le camelie invernali.
Proveniendo dall’Albania degli anni di Hoxa, si è sempre dichiarato anticomunista, ma ha sempre abbracciato tematiche sociali come la parità di genere e il pacifismo. Ha sempre manifestato la sua ammirazione per Thom Yorke e per i Radiohead.