"Nessun dolore", l'immigrazione secondo Amelio tra invisibili e sensi di colpa

Nessun dolore di Gianni Amelio, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia, arricchisce di un capitolo il racconto del regista sui temi dell'immigrazione, con una storia sull'accoglienza e la redenzione personale, interpretata da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Davide (Borghi) è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa (Golino), è anche sua complice, gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo molla più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele. Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento.

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