Da Paolo Sorrentino a Isabella Rossellini: gli italiani vincitori o candidati agli Oscar
di Chiara UgoliniCon 30 candidature e 14 statuette vinte, l'Italia è il paese straniero che ha vinto più Oscar, il primo è stato Vittorio De Sica nel 1947 con Sciuscià, l’ultimo Paolo Sorrentino con La grande bellezza, ormai 11 anni fa. E nell’anno in cui il film proposto dal nostro Paese, Vermiglio di Maura Delpero, non è entrato nella cinquina dei film internazionali, volgiamo lo sguardo agli artisti che in varie categorie sono arrivati alla notte più importante dell’anno cinematografico.
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Niente film in cinquina, ma un’artista italiana c’è: Isabella Rossellini, 70 anni alla sua prima nomination, è nella cinquina delle migliori attrici non protagoniste per il suo ruolo di Suor Agnes in Conclave. L’attrice ha raccontato in un’intervista esclusiva a Repubblica di aver pianto quando ha saputo della candidatura e di aver pensato ai suoi genitori: Ingrid Bergman (che vinse tre volte l’Oscar) e Roberto Rossellini.
Nell’elenco delle attrici italiane che hanno portato a casa la statuetta c’è l’attrice che più soffrì del grande amore Bergman – Rossellini: Anna Magnani che vinse l’Oscar nel 1956 per La rosa tatuata di Tennessee Williams, un po’ dramma un po’ commedia, dove interpreta una donna siciliana emigrata negli Stati Uniti che vive nel lutto per l’uomo che ha tanto amato, salvo poi scoprire anni dopo che l’aveva tradita.
L’altra attrice italiana premiata nella storia degli Oscar è stata: Sophia Loren come Miglior attrice protagonista per La ciociara nel 1962. Loren è stata protagonista di tante altre serate degli Oscar come la celebre in cui consegnò la statuetta a Roberto Benigni per il suo ruolo ne La vita è bella e quando accompagnò Federico Fellini con Marcello Mastroianni in occasione dell’Oscar alla carriera del regista di 8 e ½ e La dolce vita. Era il 1993.
La grande bellezza è stato l’ultimo italiano film a vincere la statuetta, nel 2014. È entrato nella storia del cinema il discorso sul palco di Sorrentino o meglio la citazione delle sue "fonti di ispirazione": Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking Heads e Maradona. Prima di lui e dopo De Sica c’era stato appunto Fellini che lo vinse nel 1957 per La strada (1954), nel 1958 per Le notti di Cabiria (1957), nel 1964 per 8 ¹/² (1963), nel 1976 per Amarcord (1973). Anche Vittorio De Sica ha avuto varie statuette: dopo Sciuscià, l'Oscar nel 1950 per Ladri di biciclette poi per Ieri, oggi e domani con la magica coppia Mastroianni-Loren e Il giardino dei Finzi-Contini nel 1973.
Negli anni Novanta gli Oscar sono arrivati in Italia grazie a Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore nel 1990 e due anni più tardi per Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Nel 1999 La vita è bella viene candidato anche come miglior film dell'anno, ma vince come miglior film straniero. Bernardo Bertolucci e al suo kolossal L’ultimo imperatore (1987) vinse nove Oscar fra cui quello alla miglior regia. Ennio Morricone, candidato numerose volte e vincitore di un Oscar per la colonna sonora di The Hateful Eight (2015) di Quentin Tarantino, oltre al premio per la carriera. A vincere l'Oscar alla carriera sono stati anche Sophia Loren (1991), Federico Fellini (1993), Michelangelo Antonioni (1995), Piero Tosi (2014), Lina Wertmuller (2020), quest’ultima entrata nella storia come prima regista candidata all’Oscar grazie a Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto. In occasione dell’Oscar alla carriera, con la sua solita ironia, aveva detto: "Bisogna cambiare il nome a questa statuetta, chiamiamolo con un nome di donna, Anna".