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Oscar 2025, vince “Anora” con cinque premi. Vincono Saldaña, Culkin, Brody e Madison

Oscar 2025, vince “Anora” con cinque premi. Vincono Saldaña, Culkin, Brody e Madison
La cerimonia dal Dolby Theater condotta dal comico Conan O'Brien
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E alla fine Cenerentola è andata al ballo ed è tornata con la statuetta. Il film di Sean Baker Anora, sorta di Pretty Woman contemporanea, porta a casa il massimo riconoscimento alla notte degli Oscar. Cinque riconoscimenti pesanti: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior montaggio oltre che il premio alla protagonista, la venticinquenne Mikey Madison.

'Anora', cinque Oscar per la favola sulla sex worker

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La cerimonia di consegna degli Oscar 2025 a poche settimane dai roghi di Los Angeles, in un momento difficile per il cinema hollywoodiano, che soffre ancora per gli scioperi dell’anno precedente, con la spada di Damocle della nuova amministrazione si è svolta al Dolby Theater di Los Angeles. La conduzione del comico Conan O’ Brien è stata indolore, qualche battuta su Netflix e Amazon, un riferimento all’attualità “Immagino che gli americani siano felici di vedere qualcuno che si oppone davanti a un russo potente". La situazione internazionale ha fatto capolino alla cerimonia: il discorso potente dei registi palestinesi e israeliani del doc No other land, il grido di Daryl Hannah “Slava Ucraina”, le parole emozionanti di Adrien Brody “contro ogni razzismo e antisemitismo” e Zoe Saldaña che ha ricordato la storia di emigrazione della sua famiglia.

(reuters)

Una campagna senza esclusione di colpi ha visto il favorito di un mese fa, Emilia Pérez, 13 nomination, cadere sotto il risorgere di tweet razzisti della protagonista a vantaggio di altri titoli e portare a casa alla fine soltanto due statuette tra cui quella a Zoe Saldaña. Il miglior film straniero è andato infatti al Brasile con Io sono ancora qui. The Brutalist torna a casa con tre premi, Conclave solo la sceneggiatura. Sfumato il premio a Isabella Rossellini che ha portato agli Oscar un omaggio a David Lynch e alla madre Ingrid Bergman.

Tutti i premi categoria per categoria

L’Oscar per il miglior film va “Anora”

La coppia di Harry ti presento Sally Meg Ryan e Billy Crystal ha assegnato il premio per il miglior film. Vince Anora. “Ero qui nove smoking fa, la prima volta è stata 35 anni fa” ha scherzato Crystal che ha presentato nove volte gli Oscar prima di aprire la busta e dire il titolo Anora. Il film di Sean Baker ha vinto cinque riconoscimenti, un trionfo inaspettato. Il produttore ha ricordato che il film è stato realizzato con 6 milioni di dollari e una troupe da 46 persone. La storia è quella della giovane sex worker Ani che incontra il figlio di un oligarca russo che le propone di trascorrere una settimana insieme per 15 mila dollar.

L’Oscar alla miglior attrice protagonista è Mikey Madison

Colpo di scena agli Oscar per la giovanissima Mikey Madison che ha vinto l’Oscar per la miglior attrice per Anora. “Sono cresciuta a Los Angeles e Hollywood – ha detto – ma mi è sempre sembrato lontano grazie al mio fratellino gemello mio miglio amico non hai scelta e ai miei genitori grazie alla meravigliosa comunità che ci ha sostenuto e alle donne che ho avuto il privilegio di conoscere tra le sex worker e rendere omaggio al lavoro delle candidature Questo è un sogno che si realizza Sean questo è grazie a te”.

L’Oscar alla miglior regia: Anora

Terzo Oscar per Sean Baker che ha vinto anche l’Academy Award per la regia dalle mani di Quentin Tarantino. “Se non ci fossi stato tu non sarebbe esistito Anora – ha detto il regista indipendente – In un momento in cui il mondo si sente diviso il cinema è ancora più importante. I cinema indipendenti fanno fatica, durante la pandemia abbiamo perso migliaia di sale cinematografiche. Registi fate film da proiettare al cinema, distributori lavorate sulle uscite nei cinema e genitori portate i figli in sala che saranno la prossima generazione dei cinefili. A cinque anni mia mamma mi ha introdotto al cinema oggi è il suo compleanno e questo è per te!”

L’Oscar al miglior attore protagonista: Adrien Brody

Cillian Murphy, vincitore lo scorso anno per Oppenheimer, ha premiato il miglior attore protagonista Adrien Brody. Seconda nomination e secondo Oscar a 22 anni da Il pianista per il ruolo in The Brutalist. “In questo personaggio racconto i drammi e le ripercussioni della guerra, dell’antisemitismo e del razzismo e prego per un mondo più felice e più inclusivo. Se il passato può insegnarci qualcosa noi possiamo imparare che c'è sempre speranza. Lottiamo per ciò che è giusto e amiamoci”.

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Whoopie Golberg, Oprah Winfrey e Queen Latifah per l’omaggio a Quincy Jones

Tre straordinarie artiste afroamericane per rendere omaggio al musicista e produttore Quincy Jones. Dopo l’introduzione di Whoopie Golberg e Oprah Winfrey, Queen Latifah ha conquistato il Dolby Theater con una performance che ha fatto alzare in piedi le star che hanno ballato in platea.

Oscar per la miglior colonna sonora: “The Brutalist”

Mark Hamill ha consegnato l’Oscar per la miglior colonna sonora che è stato assegnato a Daniel Blumberg per The Brutalist. “Sono un artista da quando sono adolescente e ho trovato in Brady Corbet la mia anima gemella”.

Il miglior film internazionale è “Io sono ancora qui”

L'Oscar per il miglior film internazionale è andato a I'm still here – Io sono ancora qui di Walter Salles. Si tratta della prima volta di un film brasiliano. Il film racconta la storia vera di una donna che si ribella alla dittatura degli anni Settanta. “Questo premio è per una donna che dopo una grave perdita per colpa di un regime autoritario ha scelto di non piegare la testa – ha detto Salles – e alle due donne straordinarie che le hanno dato la vita: Fernanda Torres e Fernanda Montenegro”. Che sono madre e figlia, Montenegro era la protagonista di Central do Brasil.

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Oscar per la miglior fotografia: The Brutalist

Tra i presenter che hanno assegnato l’Oscar per la miglior fotografia c’era Alba Rohrwcher che ha introdotto Ed Lachman, direttore della fotografia di Maria. L’Oscar è andato a Lol Crawley per The Brutalist. “Grazie Brady per avermi dato la mano quando stavo per cadere” ha detto il cineasta dal palco.

Morgan Freeman: “Questa settimana la nostra comunità ha perso una leggenda e io un amico: Gene Hackman”

“Questa settimana la nostra comunità ha perso una leggenda e io un amico: Gene Hackman – ha detto Morgan Freeman dal palco – Ho avuto il piacere di lavorare con Gene in due film Gli spietati e Under suspicion e come tutti quelli che hanno diviso il set con lui ho scoperto che era un uomo generoso, migliorava la performance di tutti. ‘Non penso a quello che lascerò ma spero che la gente mi ricorderà per aver provato a fare del mio meglio’ diceva. Lo faremo per questo e molto altro. Riposa in pace amico mio”. Dopo il discorso di Freeman è partito il celebre segmento In memoriam dedicato ai cineasti che ci hanno lasciato quest’anno.

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Oscar per miglior cortometraggio: I’m not a robot

L’Oscar per il miglior cortometraggio è andato a I’m not a robot di Victoria Warmerdam e Trent, compagni di vita e di lavoro.

L’Oscar al miglior sonoro e migliori effetti speciali: “Dune – Parte Due”

L'Oscar per il miglior sonoro è andato a Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill per Dune: Parte Due che hanno ringraziato il regista Denis Villeneuve in sala. Anche il premio per i migliori effetti speciali è andato al film con Timothée Chalamet, riconosciuti: Paul Lambert, Stephen
James, Rhys Salcombe
e Gerd Nefzer.

L’Oscar al documentario: “No other land” ambientato nei territori palestinesi occupati

L’Oscar per il miglior documentario è stato consegnato da Selena Gomez e Samuel L. Jackson a No other land, mentre l’’Oscar al documentario corto è andato a The only girl in the orchestra di Molly O’Brien e Lisa Remington. I quattro documentaristi palestinesi e israeliani sono saliti sul palco: “Qualche mese fa sono diventato padre e ho promesso a mia figlia che non avrebbe vissuto la vita che sto vivendo io: demolizione e violenza sotto l’occupazione israeliana. Durissimo mostrare la realtà che stiamo vivendo, chiediamo di fermare la pulizia etnica dei palestinesi” ha detto Basel Adra. “Abbiamo fatto un film insieme, palestinesi e israeliani, perché la distruzione di Gaza deve finire e gli ostaggi devono essere rilasciati, la politica estera di questo paese sta bloccando la strada. La mia gente non può essere al sicuro se non lo è anche quella di Basel. Non è troppo tardi” ha concluso Yuval Abraham,. Firmano il film che racconta cinque anni di violenze in Cisgiordania un collettivo formato da Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal e Yuval Abraham.

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Oscar per la migliore canzone: “El Mal” da Emilia Pérez

Mick Jagger è salito sul palco del Dolby Theater per consegnare l’Oscar per la miglior canzone scherzando “non sono stato la prima scelta, volevano Bob Dylan ma non voleva farlo, quindi eccomi qua” ha detto prima di chiamare sul palco gli autori di El Mal, Camille e Clément Ducol la canzone di Emilia Pérez “una canzone che denuncia la corruzione, crediamo che la musica incarni la forza del progresso” ha detto Camille che poi si è messa a cantare dal palco. Nella platea c’era anche Elton John candidato per Never Too Late.

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Miglior scenografia: Wicked

L’Oscar per la miglior scenografia è andato a Wicked consegnato da Ben Stiller a Nathan Crowley e Lee Sandales.

L’Oscar per la miglior attrice non protagonista: Zoe Saldaña. Niente da fare per Rossellini

Da'Vine Joy Randolph ha consegnato il premio per la miglior attrice non protagonista. L’attrice che ha vinto lo scorso anno ha consegnato la statuetta a Zoe Saldaña. Che tra le lacrime ha ringraziato “l’eroismo tranquillo e la forza di una donna” e ha ricordato che “tutto ciò che è di brillante e scandaloso nel mio lavoro”, e ha ringraziato “mio marito con questi capelli meravigliosi, il mio più grande onore è stato con te”. Poi ha ricordato la nonna “venuta in questo paese nel 1961, io sono una figlia orgogliosa di immigrati. Sono la prima americana di origine domenicana a ricevere un Oscar e non certo l'ultima ruolo. In questo film recito e canto in spagnolo, mia nonna sarebbe stata fiera”. Delusione per Isabella Rossellini che era candidata per Conclave.

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L’Oscar miglior montaggio: “Anora”

Darryl Hannah ha consegnato l’Oscar per il miglior montaggio salendo sul palco ha detto: “Slava Ucraina”, con chiaro riferimento all’umiliazione subita da Zelensky a Washington l’altra sera. L’Oscar è andato a Sean Baker che è stato anche il montatore: “Ho fatto questo film in solaio, credo che il montaggio sia la metà del mio lavoro di regia. Grazie alla troupe e al cast ma in particolare alle tre persone che sono entrate con me nella sala di montaggio, i miei produttori”.

Omaggio alla saga di James Bond con Margaret Qualley e Lisa

Un numero musicale con Margaret Qualley seguito da tre performance musicali: Lisa che ha cantato Live and let die, Doja Cat con Diamonds are Forever e Raye con Skyfall come omaggio alla saga di James Bond in occasione del premio Academy Governors assegnato a Barbara Broccoli. È proprio di questi giorni la notizia che Amazon ha acquistato i diritti della saga per realizzare i prossimi film e il comico Conan O’Brien ha scherzato sul tema nel monologo di apertura.

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Oscar per il miglior trucco e acconciatura: “The Substance”

June Squibb e Scarlett Johansson hanno consegnato l’Oscar per il miglior make up e acconciatura agli artisti francesi di The Substance. Pierre Olivier Piersin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli sono stati premiati per l’incredibile lavoro sul body horror con Demi Moore.

Oscar per miglior adattamento: Conclave

L’Oscar per il miglior adattamento è andato a Conclave, il film tratto dal romanzo di Robert Harris. Lo sceneggiatore Peter Straughan ha ringraziato il regista Edward Berger e dedicato il premio alla figlia. Il film è un thriller ambientato in Vaticano che racconta cosa accade dietro le porte chiuse di un Conclave per eleggere il nuovo Papa.

Oscar per la sceneggiatura originale: Anora

Shakepeare ha detto: “Scrivere è un vero sbattimento” ha detto Amy Pohler prima di annunciare l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale a Anora, il film di Sean Baker. Che ha abbracciato Mikey Madison prima di salire sul palco. “Buonasera a tutti, grazie all’Academy per questo onore e all’incredibile cast che ha elevato ogni cosa che ho scritto. Vorrei ringraziare la comunità dei sex worker, è un premio che condivido con voi”.

Oscar per i migliori costumi: “Wicked”

Ben cinque star per consegnare l’Oscar ai costumi: Lily Rose Depp, Elle Fanning, John Lithgow, Connie Nielsen, Bowen Yang ognuno di loro ha presentato gli artisti che stanno dietro ai cinque progetti. L’Oscar è stato vinto da Paul Tazewell per Wicked, il costumista era già stato nominato per West side story. “Sono il primo uomo nero a vincere l’Oscar per i migliori costumi, sono molto orgoglioso” ha detto di fronte a un standing ovation.

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Miglior film d’animazione: Flow e al corto iraniano

Goldie Hawn e Andrew Garfield hanno consegnato l'Oscar al miglior film di animazione a Flow - un mondo da salvare. Il premio è andato al film del regista lettone Gints Zilbalodis che ha ringraziato la famiglia, i produttori ma anche i suoi cani e gatti. “È la prima volta che un film dalla Lettonia viene candidato dobbiamo superare le differenze e lavorare insieme” ha detto dal palco.

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In the Shadow of the Cypress ha vinto come miglior cortometraggio d’animazione. I registi iraniani fino a ieri non avevano ottenuto il visto per venire alla cerimonia. Hanno dedicato il premio a “chi lotta per le proprie battaglie interne e esterne nostri concittadini iraniani che soffrono”.

Miglior attore non protagonista: Kieran Culkin

Robert Downey Junior ha consegnato il premio Oscar per il miglior attore non protagonista a Kieran Culkin per A real pain. L’attore, che lo scorso anno ha vinto l’Emmy per Succession, “recito da sempre, è quello che faccio, ringrazio il mio manager da trent’anni, Jesse Eisenberg, grazie del film e del tuo genio, non te lo ridirò mai più”. “Un anno fa ho detto che avrei voluto un terzo figlio e dopo l’Emmy ha detto che lo avremmo avuto, ora dopo l’Oscar vediamo se arriviamo a quattro. Dobbiamo metterci al lavoro”.

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Conan O’Brien, nel suo discorso ironia su Karla Sofia Gascon e Netflix

Apertura della cerimonia degli Oscar con il comico Conan O’Brien che nel suo discorso ha fatto ironia su Karla Sofia Gascon e Netflix: “Ci sono tantissime parolacce in Anora, mai quanto quelle dette dall’ufficio stampa di Emilia Pérez” e sulla piattaforma: “Netflix sopra tutti a livello di candidature con almeno 18 aumenti di prezzo e potrebbero fare di meglio il prossimo anno”. O’Brien ha scherzato sull’abito giallo canarino di Chalamet “non ti investe nessuno di sicuro”, sull’intelligenza artificiale (“non l’abbiamo usata, solo lavoro minorile”) e ancora con la protagonista di Emilia Pérez: “Se decidi di fare dei tweet sugli Oscar ricorda che mi chiamo Jimmy Kimmel”.

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Ariana Grande e Cynthia Erivo omaggiano Il mago di Oz e Los Angeles

L’Oscar 2025 parte con un omaggio al mago di Oz e a los Angeles "non c'è nessun posto come casa" dice Dorothy e le immagini della città degli angeli scorrono sotto le note e i dialoghi di film ambientati nella città che ospita Hollywood. Somewhere over the rainbow canta Ariana Grande con un abito gioiello rosso, poi arriva Cynthia Erivo, elegantissima con un abito bianco decorato con una cascata di fiori viola ed esegue un’emozionante Home. Insieme cantano Defying Gravity dalla colonna sonora di Wicked. Standing ovation per la performance che ha aperto la cerimonia.

Isabella Rossellini omaggio a David Lynch con l’abito “Velluto blu”

Isabella Rossellini, candidata per il ruolo di Suor Agnes in Conclave, ha scelto un look omaggio per David Lynch con un abito Dolce e Gabbana di velluto blu, come il film del 1986 del regista scomparso da poco con cui Rossellini aveva lavorato e avuto una relazione. L’attrice, 70 anni alla prima candidatura, indossa anche gli orecchini che sua madre Ingrid Bergman ha portato agli Oscar nel 1979 quando vinse per Assassinio sull’Orient Express.

Con Laura Dern
Con Laura Dern 

Guy Pearce con la spilletta pro Gaza

Guy Pearce di The Brutalist si è presentato sul red carpet degli Oscar con una spilletta pro Gaza all'occhiello. E la prima spilletta "politica" sul tappeto rosso dei premi di Hollywood. Pierce aveva già indossato la spilla di protesta questa sera in occasione di una proiezione speciale di The Brutalist a Londra lo scorso gennaio. In quell'occasione, l'attore aveva detto ai giornalisti che riteneva "importante riconoscere tutti nel mondo, soprattutto quando le cose sono sbilanciate".

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Fernanda Torres: “Il mio film per resistere in tempi terribili”

È un film importante per questo momento, per come resistere in tempi terribili". Lo ha detto Fernanda Torres, candidata agli Oscar come migliore attrice per I Am Still Here - Io sono ancora qui di Walter Salles. Il film brasiliano ha ricevuto tre candidature, tra cui quella al miglior film.

Timothée Chalamet in giallo: l’attore candidato per il suo Bob Dylan

Sul tappeto rosso anche Timothée Chalamet candidato per The complete unknown per il suo ruolo nel biopic su Bob Dylan. Look giallo canarino per l’attore, 29 anni, che se vincesse come miglior attore non protagonista sarebbe l’attore più giovane.

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Alba Rohrwacher agli Oscar con il direttore della fotografia Edward Lachman

Tra i presentatori dell’Oscar, ovvero coloro che assegnano le statuette ai colleghi, quest’anno c’è Alba Rohrwacher. Che ha sfilato sul tappeto rosso insieme al direttore alla fotografia Edward Lachman. Che ha firmato la fotografia di Maria, il film su Callas che l’attrice ha interpretato.

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