LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Le avventure al museo si spostano a Londra
di Roberto Nepoti
Il prototipo di Notte al museo, commedia soprannaturale destinata a diventare franchise, uscì nel 2007. Il guardiano Ben Stiller vi scopriva le attività che si svolgevano nottetempo nel Museo di Storia Naturale di New York, dove statue e vecchie ossa prendevano vita per magia. Se il seguito del 2009 non aggiungeva granché, la terza puntata, invece di spremere un minimo di idee, si limita a cambiare museo, trasportando tutta la compagnia (Larry, il presidente Roosevelt, Attila...) al British Museum di Londra. La magica tavoletta egizia di Ahkmenrah va deteriorandosi, con esiti imbarazzanti sulle creature che si animano di notte: perciò bisogna salvarne la magia. Tutta qui, la trama. La trasferta londinese fa da pretesto a una serie di gag non troppo divertenti, con personaggi addizionali come Sir Lancillotto, un T-Rex e una invadente guardiana inglese. Il tutto in una commedia per famiglie di bocca buona, dove i talenti di Stiller, Robin Williams, Owen Wilson sono crudelmente sottoutilizzati. Se la terza puntata sarà l'ultima ce ne faremo una ragione.
Notte al museo 3 - OO - Il trailer
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La storia di Zamperini, dalla strada alla redenzione
di Paolo D'Agostini
Unbroken è il secondo film diretto e prodotto dall'attrice Angelina Jolie, dopo In the land of blood and honey del 2011. È dedicato alla figura di Louis Zamperini, figlio di emigranti italiani negli Stati Uniti, che corse la gara dei 5 mila metri alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Fondato su un libro biografico scritto da Laura Hillenbrand nel 2010, il film è stato realizzato quando ancora Zamperini era in vita mentre è uscito sugli schermi americani lo scorso Natale circa sei mesi dopo la morte del vero protagonista all'età di 97 anni. Che cosa c'era di così interessante in questa parabola umana da sollecitare la realizzazione di un film su di lui? Tutto e niente, per così dire, a giudicare dal racconto di Angelina Jolie.
Interessante e degna la lunga vita di una persona che, venendo dai gradini più bassi della scala sociale, ha attraversato molte esperienze eccezionali riscattando la propria natura di ragazzo di strada attraverso l'impegno sportivo grazie anche alla forza morale e alla spinta provenienti dalla famiglia di onesti lavoratori in cerca di una nuova vita; partecipando a un grande evento come furono le Olimpiadi "di Hitler" nel '36; poi aviatore nella seconda guerra mondiale sul fronte del Pacifico, vittima di un incidente con il suo equipaggio che lo porta a sopravvivere miracolosamente dapprima a 47 interminabili giorni di deriva in mezzo all'oceano, e poi alla lunga e degradante detenzione in un campo di prigionia giapponese. Ma il film come rende, come sostiene questa storia di un uomo comune che si trova al centro di grandi, tragici, eccezionali eventi?
In realtà non è un racconto unitario. È come assistere ad almeno tre distinti film giustapposti l'uno all'altro. Prima il ragazzino incline alla delinquenza di strada che la disciplina sportiva forma e tempra e conduce al successo e addirittura alle Olimpiadi. Poi il giovane militare che riesce ad affrontare l'emergenza con straordinario spirito di adattamento e capacità di sostenere gli altri senza darsi mai per vinto. Infine il prigioniero di guerra preso di mira, resistente ma alla fine distrutto nell'animo, vicino a cedere all'unico istinto vitale sopravvissuto, il desiderio di vendetta, lui sempre così forte, sereno, positivo. La parte quantitativamente più rilevante del film. Da parte giapponese si sono sollevate proteste: accuse di aver inventato, di mancare di credibilità, di essere offensivo e addirittura immorale a proposito dei comportamenti - delle torture - inflitto dai giapponesi ai prigionieri di guerra. Ma Unbroken mostra più o meno le stesse cose (a parte la figura del capo-campo, quella sì un po' caricaturale) che sono rimaste scolpite nell'immaginario comune dopo un film epocale come Il ponte sul fiume Kwai di David Lean con un memorabile Alec Guinness, più romanzesco, più epico, più retorico forse ma anche contenitore di personaggi più forti.
Resta quella di mezzo, la zona del film più riuscita, quella in balia dell'oceano, quella che meglio dà la misura del profilo che il film voleva esaltare: un ragazzo come tanti che le prove più difficili inducono ad esaltare i tratti migliori di sé, la forza e la generosità. Grazie anche all'attore inglese Jack O'Connell, al suo dare corpo a questo personaggio semplice e pulito.
Unbroken - OOO - Il trailer
Leigh "dipinge" con i colori di Turner
di Natalia Aspesi
Mr. Turner, diretto dall'inglese Mike Leigh, racconta di un grande artista negli ultimi anni della sua vita. Un vecchio particolarmente brutto e scostante, circondato da donne altrettanto malandate, la cui sola ragione di vita è disegnare e dipingere tempeste, naufragi, incendi, nebbiosi paesaggi inglesi, cieli rossi veneziani, selvagge campagne olandesi. Il cinema inglese ha la fortuna di avere grandi attori per i ruoli minori e magnifici protagonisti come Timothy Spall, che qui ci riporta indietro di due secoli, negli abiti sgualciti di Joseph Mallord William Turner. Nel suo studio dipinge, sputa sulla tela per sfumare i gialli solari e i profondi blu con le dita. E nella mostra alla Royal Academy prende in giro l'altro celebre artista del paesaggio, Constable. Un film molto inglese, nella semplicità della storia e, pare, nel rispetto della verità di Turner: le immagini sono magnifiche, magnifica la ricostruzione di luoghi e costumi, rara la capacità di Leigh di farci vedere tempi e luoghi come li vedeva Turner.
Mr. Turner - OOOOO - Il trailer
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La comicità demenziale di Maccio Capatonda
di Paolo D'Agostini
Marcello Macchia alias Maccio Capatonda è la dimostrazione di come si arrivi al cinema comico da provenienze mutate rispetto al passato. Pubblicitarie e televisive ma soprattutto il web dove Maccio Capatonda ha trovato la sua affermazione. Il suo personaggio vive un violento sdoppiamento. Un Jekyll ossessivamente dedito alla predicazione della correttezza soprattutto in materia ambientale e un Hyde che, trovato il modo di vivere usando soltanto il due per cento del proprio cervello (che è l'idea comica centrale), libera la bestia che è dentro di lui e se la gode senza la minima remora. Modello di comicità "demenziale", funambolo del nonsenso e dei giochi di parole che, pur non disdegnando il ricorso alla risorsa scurrile, producono un effetto astratto, incarna efficacemente al tempo stesso la vittima e l'artefice di una vita sociale degradata. L'Italiano Medio del titolo. Confondendosi un po' quando c'è da tirare le somme, e questa "medietà" non è chiaro se e quanto sia da interpretare come condanna e maledizione incorreggibili o come punto di equilibrio in fondo umano e rispettabile.
Italiano medio - OOO - Il trailer
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Le fantasie di Luchini sulla Arterton e Flaubert
di Roberto Nepoti
Ritiratosi in campagna, Martin Joubert ha una vita senza storia e coltiva la sua passione per la letteratura e Flaubert. Finché un giorno, nella casa accanto, non si trasferisce una coppia d'inglesi dai nomi che suonano come un presentimento: Gemma (quasi Emma) e Charles Bovery (quasi Bovary), come i protagonisti del suo romanzo favorito. Martin fantastica sulla sensuale vicina, ma non osa esporsi in prima persona. Invece, immagina per lei e il marito una sorte simile a quella dei suoi eroi di carta; e cospira col Fato perché si realizzi. Contiene un'allusione alle proiezioni fantasmatiche che facciamo sull'arte questo film sottile e piacevole che Anne Fontaine ha diretto e sceneggiato assieme a Pascal Bonitzer. Traendolo da una graphic novel di Posy Simmonds, di cui Stephen Frears aveva adattato per lo schermo Tamara Drewe con la stessa protagonista: Gemma Arterton. Accanto a lei un Fabrice Luchini che farà pure sempre se stesso, però resta impagabile.
Gemma Bovery - OOOO - Il trailer