"Timbuktu", la recensione. Un dramma poetico e struggente candidato all'Oscar
Roberto Nepoti, <em class="author">ROBERTO NEPOTI</em>Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella sceltaLEGENDAO da evitareOO si può perdereOOO si può vedereOOOO da vedereOOOOO da non mancareOOOOOO indimenticabile
POCO lontano da Timbuktu, presa in ostaggio dagli estremisti religiosi, il tuareg Kidane vive pacificamente con la moglie Satima, la figlia Toya e il pastorello Issan. Finché un giorno la sua mucca favorita sfugge al controllo e rompe le reti del pescatore Amadou, che la trafigge con una lancia. Non finisce bene...
È nella cinquina dei candidati all'Oscar 2015 per il miglior film straniero questo dramma poetico e struggente con cui Sissako mostra come la jihad porti dolore e lutto in terre che vorrebbero solo vivere in pace. Il regista mauritano rappresenta una comunità di islamici moderati forse un po' idealizzata e facile da amare.
Pur nella tragicità delle situazioni, riesce a coniugare realismo e lirismo, non negandosi neppure un'inaspettata vena di humour che ricorda il cinema del regista palestinese Elia Suleiman. Si apprezza soprattutto l'appassionata difesa delle donne, prime vittime dell'integralismo.
Timbuktu
0000/00
Regia di Abderrahmane Sissako. Con…
È nella cinquina dei candidati all'Oscar 2015 per il miglior film straniero questo dramma poetico e struggente con cui Sissako mostra come la jihad porti dolore e lutto in terre che vorrebbero solo vivere in pace. Il regista mauritano rappresenta una comunità di islamici moderati forse un po' idealizzata e facile da amare.
Pur nella tragicità delle situazioni, riesce a coniugare realismo e lirismo, non negandosi neppure un'inaspettata vena di humour che ricorda il cinema del regista palestinese Elia Suleiman. Si apprezza soprattutto l'appassionata difesa delle donne, prime vittime dell'integralismo.
Timbuktu
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Regia di Abderrahmane Sissako. Con…
POCO lontano da Timbuktu, presa in ostaggio dagli estremisti religiosi, il tuareg Kidane vive pacificamente con la moglie Satima, la figlia Toya e il pastorello Issan. Finché un giorno la sua mucca favorita sfugge al controllo e rompe le reti del pescatore Amadou, che la trafigge con una lancia. Non finisce bene...
È nella cinquina dei candidati all'Oscar 2015 per il miglior film straniero questo dramma poetico e struggente con cui Sissako mostra come la jihad porti dolore e lutto in terre che vorrebbero solo vivere in pace. Il regista mauritano rappresenta una comunità di islamici moderati forse un po' idealizzata e facile da amare.
Pur nella tragicità delle situazioni, riesce a coniugare realismo e lirismo, non negandosi neppure un'inaspettata vena di humour che ricorda il cinema del regista palestinese Elia Suleiman. Si apprezza soprattutto l'appassionata difesa delle donne, prime vittime dell'integralismo.
Timbuktu
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Regia di Abderrahmane Sissako. Con Ibrahim Ahmed, Toulou Kiki, Abel Jafri, Fatoumata Diawara, Hichem Yacoubi
LA SCHEDA - IL TRAILER - LE FOTO
È nella cinquina dei candidati all'Oscar 2015 per il miglior film straniero questo dramma poetico e struggente con cui Sissako mostra come la jihad porti dolore e lutto in terre che vorrebbero solo vivere in pace. Il regista mauritano rappresenta una comunità di islamici moderati forse un po' idealizzata e facile da amare.
Pur nella tragicità delle situazioni, riesce a coniugare realismo e lirismo, non negandosi neppure un'inaspettata vena di humour che ricorda il cinema del regista palestinese Elia Suleiman. Si apprezza soprattutto l'appassionata difesa delle donne, prime vittime dell'integralismo.
Timbuktu
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Regia di Abderrahmane Sissako. Con Ibrahim Ahmed, Toulou Kiki, Abel Jafri, Fatoumata Diawara, Hichem Yacoubi
LA SCHEDA - IL TRAILER - LE FOTO