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"Timbuktu", la recensione. Un dramma poetico e struggente candidato all'Oscar

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella sceltaLEGENDAO da evitareOO si può perdereOOO si può vedereOOOO da vedereOOOOO da non mancareOOOOOO indimenticabile
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POCO lontano da Timbuktu, presa in ostaggio dagli estremisti religiosi, il tuareg Kidane vive pacificamente con la moglie Satima, la figlia Toya e il pastorello Issan. Finché un giorno la sua mucca favorita sfugge al controllo e rompe le reti del pescatore Amadou, che la trafigge con una lancia. Non finisce bene...

È nella cinquina dei candidati all'Oscar 2015 per il miglior film straniero questo dramma poetico e struggente con cui Sissako mostra come la jihad porti dolore e lutto in terre che vorrebbero solo vivere in pace. Il regista mauritano rappresenta una comunità di islamici moderati forse un po' idealizzata e facile da amare.

Pur nella tragicità delle situazioni, riesce a coniugare realismo e lirismo, non negandosi neppure un'inaspettata vena di humour che ricorda il cinema del regista palestinese Elia Suleiman. Si apprezza soprattutto l'appassionata difesa delle donne, prime vittime dell'integralismo.

Timbuktu
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Regia di Abderrahmane Sissako. Con…
POCO lontano da Timbuktu, presa in ostaggio dagli estremisti religiosi, il tuareg Kidane vive pacificamente con la moglie Satima, la figlia Toya e il pastorello Issan. Finché un giorno la sua mucca favorita sfugge al controllo e rompe le reti del pescatore Amadou, che la trafigge con una lancia. Non finisce bene...

È nella cinquina dei candidati all'Oscar 2015 per il miglior film straniero questo dramma poetico e struggente con cui Sissako mostra come la jihad porti dolore e lutto in terre che vorrebbero solo vivere in pace. Il regista mauritano rappresenta una comunità di islamici moderati forse un po' idealizzata e facile da amare.

Pur nella tragicità delle situazioni, riesce a coniugare realismo e lirismo, non negandosi neppure un'inaspettata vena di humour che ricorda il cinema del regista palestinese Elia Suleiman. Si apprezza soprattutto l'appassionata difesa delle donne, prime vittime dell'integralismo.

Timbuktu
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Regia di Abderrahmane Sissako. Con Ibrahim Ahmed, Toulou Kiki, Abel Jafri, Fatoumata Diawara, Hichem Yacoubi

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