Spettacoli

Automata, la recensione: Banderas e Griffith, caccia agli automi 

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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ROBERTO NEPOTI
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QUANTE volte lo abbiamo sentito ripetere? Nel 2044 le tempeste solari hanno devastato la Terra, trasformandola in deserto e riducendo in modo drastico il genere umano. Ad assistere quel che ne resta ci sono i robot, programmati secondo auree regole asimoviane con protocolli di sicurezza perché non possano far danno a nessuna forma di vita, né modificare se stessi. Non tutto ha funzionato a dovere, però. Incaricato di investigare su automi tarocchi, il detective delle assicurazioni Jacq Vaucan capisce che il futuro degli umani può dipendere dalla sua indagine. Film di coproduzione ispano-americana girato in Bulgaria, Automata è un noir fantascientifico che intrattiene vistosi debiti con Blade Runner. Realizzato a basso budget produttivo, si avvale però di un cast di nomi noti. Antonio Banderas, testa rasata e trench, è adeguato alla parte, così come Dylan McDermott lo è per quella del villain. Con i tratti dinamitati dalla chirurgia "estetica", invece, Melanie Griffith appare quasi irriconoscibile. 
OO e 1/2 /OOOO