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Marshall cambia il finale delle favole dei Grimm

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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ROB Marshall (Chicago, Nine) applica l'arte del musical alla tradizione fiabesca. Assemblando tre fiabe dal repertorio dei fratelli Grimm con una quarta, Jack e il fagiolo magico, che non ha paternità riconosciuta. Dalla vasta produzione degli autori tedeschi sceglie: Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo. Le arcinote trame con i relativi personaggi si intrecciano fra loro attraverso un filo conduttore di originale invenzione. Si tratta di una coppia di fornai desiderosi di avere un figlio e dell'incantesimo e della relativa prova da superare che vengono loro imposti dalla strega Meryl Streep. L'esito delle favole non è, nel film, quello che tutti conosciamo. In un impeto di orgoglio protofemminista, per esempio, Cenerentola alla fine respinge il principe della famosa scarpetta, che è un patetico bellimbusto narcisista, e come Rossella O'Hara preferisce sfidare il domani libera e sola. Senza contare l'infinità di risvolti psicanalitici prêt-à-porter che rendono tutta la costruzione un po' ridicola.
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