Spettacoli

CINEMA

"Acrid", girotondo alla Schnitzler nell'Iran visto dalle donne

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Coppie che scoppiano nella Teheran di oggi. Soheila continua a vivere con il medico Jalal, pur non sopportandone più neppure la vista; tra i due è calato un cupo silenzio domestico. Si azzuffano davanti ai bambini piangenti, invece, la segretaria del dottore Azar e suo marito Khosro, istruttore di scuola guida che ha una relazione clandestina con la professoressa Simin, impegnata a difendere la sorella dalle prepotenze di un marito alcolizzato e manesco. Le cose non vanno meglio per i giovanissimi: una studentessa di Simin, Mahsa, scopre che il fidanzatino la tradisce. Storie di ordinaria infedeltà, dunque, questa volta inscritte in una struttura narrativa circolare che ricorda il classico Girotondo di Arthur Schnitzler e relative versioni cinematografiche. Come spesso nel cinema iraniano (che però, nel genere, ha offerto prove superiori) il privato è politico. Le cose sono spiegate - volutamente - solo a metà; comunque tutti i maschi risultano orribili. E i colori sono desaturati, spenti; forse a significare le passioni raffreddate e le vite grigie della gente.

ACRID STORIE DI DONNE
Regia di Kiarash. Con Asadizadeh. Con Sber Abar, Pantea Panahiha
OOO e 1/2
Il trailer, le foto, la scheda