Spettacoli

CINEMA

"Per soli uomini", quando il documentario è "recitato"

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Lungo il Po di Maistra, in località Ca' Pisani, vivono tre allevatori di pesce: Gabriele, il capo, Claudio detto "Sgalambra" e Giorgio, soprannominato "Bertinotti". Sono come monaci preposti alla conservazione di un ecosistema, tra le vasche ittiche e le rive del fiume. Durante un pasto udiamo la conversazione tra due di loro: riguarda l'allevamento, le stagioni, i tempi che cambiano. Secondo pannello di un trittico che la Sgarbi ha dedicato al Delta del Po e ai suoi abitanti (gli altri due s'intitolano Il siluro pesce innocente e Il pesce rosso dov'è), Per soli uomini sfugge alle definizioni di genere. A rigore lo definiresti un documentario, perché muove dalla realtà e sulla realtà ritorna circolarmente; però il suo modello formale è piuttosto quello della "conversation piece" (senza l'intervento della voce "magistrale" over, che spesso impigrisce il documentario); anche se poi i personaggi interpretano se stessi e pronunciano per la cinepresa i dialoghi che, verosimilmente, sono usi pronunciare nella vita. Ne deriva un mix di realtà e antinaturalismo, sottolineato dall'accurata fotografia e dalla musica di Franco Battiato.

PER SOLI UOMINI
Regia di Elisabetta Sgarbi
OOOO

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