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CINEMA

"Il fidanzato di mia sorella", Brosnan e Hayek in una commedia (poco) sofisticata

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C'era una volta la commedia del ri-matrimonio. Nella grande cornice della commedia hollywoodiana "sofisticata", e in quella un po' più circoscritta della commedia "svitata" (screwball), dopo che il famoso codice di autocensura "Hays" aveva ridotto i margini dell'anticonformismo di cui era stato campione Lubitsch nell'inscenare le sue predilette "guerre tra i sessi", questo diventò un espediente per prendersi surrettiziamente delle libertà. Come in Scandalo a Filadelfia, La signora del venerdì, Il signore e la signora Smith: matrimonio, litigio e "distrazioni", ri-matrimonio. Il film con Pierce Brosnan  riecheggia pallidamente quel modello, per spirito e atmosfera. Ma il suo professore oxfordiano di poesia romantica si trova in realtà tra due sorelle: Jessica Alba che sposa per errore, e Salma Hayek che - prima donna a tenergli testa nella sua lunga carriera di non cresciuto dongiovanni - lo condurrà alla resa sentimentale in capo a non poche traversie. Malcolm McDowell nelle vesti del ruvido e libertino padre del professore, fa a sua volta eco a certi burberi benefici della commedia classica ma rispolverando la sua verve di enfant terrible degli anni 70.

IL FIDANZATO DI MIA SORELLA
Regia di Tom Vaughan. Con Pierce Brosnan, Salma Hayek, Jessica Alba

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