Spettacoli

LA CRITICA

"Viva la sposa!", gli umiliati e offesi di Ascanio Celestini

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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AL Quadraro un microcosmo di umiliati e offesi cerca rifugio in un bar quasi residenziale. Nicola, alcolizzato di sambuca che spergiura di smettere di bere, fa il clown per festicciole di bambini e si occupa di Salvatore, adolescente figlio della prostituta Anna e - forse - suo. Poi ci sono Sabatino, che campa di truffe; il povero Sasà; Sofia, sempre sul punto di partire senza partire mai, e altri.

Presentato alle Giornate degli Autori e al SalinaDocFest, il film di Celestini è abitato dall'autore e val la pena di vederlo soprattutto per la sua costante presenza in scena. Fino dal prologo, dove parla con Pinocchio prima di presentare la sua umanità di poveri burattini. Più che all'epica delle borgate di Pasolini, fa pensare ai "bassifondi" di Gorkij e al film che ne ricavò Kurosawa. Co-prodotto dai fratelli Dardenne, fotografato da par suo da Luca Bigazzi, Viva la sposa! soffre di un certo squilibrio drammaturgico. Dopo l'affettuoso squallore dei primi due terzi vira, nell'ultimo, in tragedia mandandoti via con l'amaro in bocca.

VIVA LA SPOSA!
Regia di Ascanio Celestini. Con A. Celestini, Alba Rohrwacher

OOO 1/2