Spettacoli

IN SALA

"The Lobster", al bando ogni ottimismo

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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In un futuro non lontano tutti i celibi e le nubili sono confinati in un hotel di lusso, organizzato come una prigione, dove hanno quarantacinque giorni di tempo per trovare l'anima gemella. Se non ci riusciranno, saranno trasformati in un animale a loro scelta. Premio della Giuria a Cannes, The Lobster è uno strano racconto d'anticipazione apolide: regista greco e cast internazionale, non schiera l'ennesimo eroe del futuro ma un'umanità di povera gente infelice e depressa. Nella prima parte ti fai l'idea che la situazione somigli a tanti villaggi-vacanze reali, solo spinta più in là. A metà, però, il film prende un'altra direzione. David, il personaggio centrale, fugge nel bosco e si unisce a un gruppo di "resistenti", i Solitari, per i quali l'obbligo è essere single. Al bando ogni ottimismo: se da una parte è contro la legge stare soli, dall'altra si punisce duramente chi osa innamorarsi. Frattanto cambia anche il tono della narrazione, facendo venire in mente certi film di Godard o il Truffaut di Fahrenheit 451.

THE LOBSTER
Regia di Yorgos Lanthimos. Con Colin Farrell, Rachel Weisz, John C. Reilly

OOO e 1/2