Spettacoli

IN SALA

"Woman in Gold", la presenza di Helen Mirren vale il biglietto

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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E' la vera storia di Maria Altmann. Nata viennese nel 1916 e morta negli Stati Uniti, di cui era diventata cittadina nel 1945, alla bella età di 95 anni nel 2011. Ciò che non le aveva impedito anni prima, quando di anni ne aveva già tanti, di intraprendere con l'aiuto di un giovane avvocato anche lui di origine ebreo-austriaca e di un giornalista, un'apparentemente insormontabile sfida. Quella di recuperare dal riluttante e smemorato governo della repubblica austriaca alcuni dipinti di Klimt che erano appartenuti alla sua famiglia ebrea, dal cui sterminio soltanto lei si era salvata fuggendo in America, e di cui i nazisti si erano impossessati. Sfida infine vinta e non in nome del valore economico del "bottino". La categoria di appartenenza è quella dell'opera edificante e pedagogica, povera di altri valori, ma vale il biglietto (a parte l'indiscusso interesse di ciò che si rievoca) la presenza di Helen Mirren, signora britannica della scena, in realtà solo settantenne nei panni di una ottantacinquenne.

WOMAN IN GOLD
Regia di Simon Curtis. Con Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Bruhl, Katie Holmes
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