Spettacoli

LA CRITICA

"Kreuzweg", storia di Maria votata alla santità

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
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OO si può perdere
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OOOOOO indimenticabile

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E' una riflessione sulla spiritualità a confronto con la società contemporanea, come sono stati alcuni tra i più importanti film dell'ultimo decennio: da In memoria di me di Saverio Costanzo al tedesco Il grande silenzio, dallo splendido Uomini di Dio al polacco Ida fino al francese L'amore inatteso. Ma Kreuzweg (in tedesco via crucis) è anche testimonianza su un fenomeno preciso, di deviazione del cattolicesimo.

Attraverso la vicenda dell'adolescente Maria votata alla santità sotto pesanti condizionamenti, raccontata con stile asciutto e severo attraverso 14 quadri corrispondenti alle stazioni della Via Crucis, si parla della Fraternità di San Pio X, fondata dal vescovo francese Lefebvre. Oltranzista nel suo tradizionalismo, nata sul rifiuto delle riforme conciliari, estromessa dalla Chiesa Cattolica nel 1975, parzialmente reintegrata da papa Ratzinger, la confraternita continua a esistere senza ripensamenti e ha dato luogo a discusse prese di posizione come la negazione dell'Olocausto. Pur prevalendo lo spirito di denuncia, è spunto di pensieri su libertà e tolleranza, sul vivere la fede nel mondo reale. 

KREUZWEG - LE STAZIONI DELLA FEDE
Regia di Dietrich Brüggemann. Con Lucie Aron, Michael Kamp, Moritz Knapp

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