[[ge:rep-locali:repubblica:129610567]]
Un Amico anglofono dialoga in modo molto accidentato via Skype con il Regista (che è proprio lui) seduto davanti al computer. L’Amico parla dalla cabina di comando di un’imbarcazione che trasporta opere d’arte, ma l’oceano in tempesta lo costringe a gettare a mare i preziosi container. Questa Metafora – ma che metafora? Sembra affermare il contrario del resto del film che mette l’arte, qui zavorra di cui liberarsi per sopravvivere, al centro della vita – fa da filo conduttore alla ricostruzione di una storia vera. Quella del direttore del Louvre Jaujard e del suo interlocutore durante l’occupazione nazista, il colto aristocratico Wolf-Metternich che fu suo complice nella protezione del patrimonio museale non senza conseguenze presso i vertici del Reich. L’eccezionale personalità del regista russo Sokurov, vero mago di visioni e di potenza evocativa in capolavori come Arca russa (dedicato all’Hermitage , e dunque parente stretto di questo) o come i suoi ritratti di Lenin, Hitler, Hiroito, purtroppo scolorisce un po’ in un’operazione che a fronte dei suoi standard risulta illustrativa e didascalica.
FRANCOFONIA
Regia di Aleksandr Sokurov
Con Louis-Do de Lencquesaing, Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes, Benjamin Utzerath, Catherine Limbert, Jean-Claude Caër
OOO e 1/2
Un Amico anglofono dialoga in modo molto accidentato via Skype con il Regista (che è proprio lui) seduto davanti al computer. L’Amico parla dalla cabina di comando di un’imbarcazione che trasporta opere d’arte, ma l’oceano in tempesta lo costringe a gettare a mare i preziosi container. Questa Metafora – ma che metafora? Sembra affermare il contrario del resto del film che mette l’arte, qui zavorra di cui liberarsi per sopravvivere, al centro della vita – fa da filo conduttore alla ricostruzione di una storia vera. Quella del direttore del Louvre Jaujard e del suo interlocutore durante l’occupazione nazista, il colto aristocratico Wolf-Metternich che fu suo complice nella protezione del patrimonio museale non senza conseguenze presso i vertici del Reich. L’eccezionale personalità del regista russo Sokurov, vero mago di visioni e di potenza evocativa in capolavori come Arca russa (dedicato all’Hermitage , e dunque parente stretto di questo) o come i suoi ritratti di Lenin, Hitler, Hiroito, purtroppo scolorisce un po’ in un’operazione che a fronte dei suoi standard risulta illustrativa e didascalica.
FRANCOFONIA
Regia di Aleksandr Sokurov
Con Louis-Do de Lencquesaing, Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes, Benjamin Utzerath, Catherine Limbert, Jean-Claude Caër
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