"Francofonia", con Sokurov è l'arte il centro della vita
di PAOLO D'AGOSTININovità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
Un Amico anglofono dialoga in modo molto accidentato via Skype con il Regista (che è proprio lui) seduto davanti al computer. L’Amico parla dalla cabina di comando di un’imbarcazione che trasporta opere d’arte, ma l’oceano in tempesta lo costringe a gettare a mare i preziosi container. Questa Metafora – ma che metafora? Sembra affermare il contrario del resto del film che mette l’arte, qui zavorra di cui liberarsi per sopravvivere, al centro della vita – fa da filo conduttore alla ricostruzione di una storia vera. Quella del direttore del Louvre Jaujard e del suo interlocutore durante l’occupazione nazista, il colto aristocratico Wolf-Metternich che fu suo complice nella protezione del patrimonio museale non senza conseguenze presso i vertici del Reich. L’eccezionale personalità del regista russo Sokurov, vero mago di visioni e di potenza evocativa in capolavori come Arca russa (dedicato all’Hermitage , e dunqu…
Un Amico anglofono dialoga in modo molto accidentato via Skype con il Regista (che è proprio lui) seduto davanti al computer. L’Amico parla dalla cabina di comando di un’imbarcazione che trasporta opere d’arte, ma l’oceano in tempesta lo costringe a gettare a mare i preziosi container. Questa Metafora – ma che metafora? Sembra affermare il contrario del resto del film che mette l’arte, qui zavorra di cui liberarsi per sopravvivere, al centro della vita – fa da filo conduttore alla ricostruzione di una storia vera. Quella del direttore del Louvre Jaujard e del suo interlocutore durante l’occupazione nazista, il colto aristocratico Wolf-Metternich che fu suo complice nella protezione del patrimonio museale non senza conseguenze presso i vertici del Reich. L’eccezionale personalità del regista russo Sokurov, vero mago di visioni e di potenza evocativa in capolavori come Arca russa (dedicato all’Hermitage , e dunque parente stretto di questo) o come i suoi ritratti di Lenin, Hitler, Hiroito, purtroppo scolorisce un po’ in un’operazione che a fronte dei suoi standard risulta illustrativa e didascalica.
FRANCOFONIA
Regia di Aleksandr Sokurov
Con Louis-Do de Lencquesaing, Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes, Benjamin Utzerath, Catherine Limbert, Jean-Claude Caër
OOO e 1/2