Spettacoli

IN SALA

"Una volta nella vita", Ariane Ascaride una prof di storia da augurare a tutti gli studenti

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Una seconda classe del liceo "Léon Blum" Di Créteil è ritenuta senza speranza: meticcia, agitata, rissosa, piena di ragazzi arroganti quanto insicuri, va alla deriva nell'indifferenza di insegnanti e genitori. Finché la signora Gueguen, prof di storia, non propone di partecipare al Concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione. L'adesione è volontaria, il tema difficile - "I bambini e gli adolescenti ebrei nel sistema concentrazionario nazista" - e gli allievi sulle prime lo rifiutano come si trattasse di archeologia. Poi, però, accettano la sfida: la cui posta, più che il premio ufficiale, è l'autostima. Chiamatelo "success-story", chiamatelo "feel-good movie" ma Un giorno nella vita, basato su un episodio reale, dovrebbe entrare di diritto nei programmi scolastici. Certo, si tratta di un film a tesi e la forma cinematografica non è innovativa. Però l'incontro della classe con un sopravvissuto di Auschwitz è una scena di enorme intensità e la Ascaride, più che un'attrice, sembra una prof da tutta la vita.

UNA VOLTA NELLA VITA
Regia di Marie-Castille Mention-Schaar
Con Ariane Ascaride, Ahmed Dramé
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