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"1981: Indagine a New York", un noir d'altri tempi

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Il 1981 è un annus horribilis per New York, tra continue violenze, stupri, omicidi e corruzione che minacciano la metropoli. Ne fa le spese Abel Morales, un ambizioso immigrato il quale ha osato sfidare il trust del petrolio formando una sua compagnia di trasporto e vendita del carburante. Quasi quotidianamente i camion-cisterna di Morales sono assaliti, rubati e svuotati; tanto che ormai l'uomo rischia la bancarotta. Il peggio è che Abel sta cercando di comprare un terminal fluviale in città per stockare il petrolio; ma le banche gli hanno ritirato il cerdito promesso. Se non riuscirà a trovare in pochi giorni un milione e mezzo di dollari, perderà l'affare e la congrua caparra. Non bastasse, il procuratore Lawrence gli ha dichiarato guerra, convinto che i conti della società siano truccati. Abel non si arrende; pretende però che i suoi dipendenti non cedano alla tentazione di armarsi per rispondere alle violenze: il che lo metterebbe automaticamente in conflitto con la legge.  Le cose volgono al peggio quando un giovane autista alle sue dipendenze, Julian, aggredito per la seconda volta in autostrada da due picchiatori per derubarlo, estrae una pistola e fa fuoco.
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1981: indagine a New York è un ottimo noir scritto, prodotto e realizzato da un regista, J.C. Chandor, che conosce molto bene la sintassi del cinema degli anni 70 (Serpico di Lumet, Il braccio violento della legge di Friedkin) o, più recenti, le atmosfere cupe e persecutorie dei film di James Gray. La cosa che fa svettare il suo film su tanti crime-movie banali in circolazione è che il regista non tratta i suoi spettatori come degli idioti, servendo loro dosi di violenza ogni due scene; lascia invece ai personaggi il tempo d'installarsi e di acquistare complessità. Il suo Abel è un uomo solo, che non conosce il volto dei propri nemici e non è sostenuto neppure dalla moglie Anne, figlia di un gangster, la quale comincia a vedere in lui qualcuno di debole e timoroso. Il film avanza per indizi, rivelandone solo gradualmente i progetti e i segreti. E tuttavia non arriva mai a farne un idealista e un puro, un "Abele" perseguitato da tanti Caini: fino alla fine, anzi, siamo incerti se sia un imprenditore onesto in lotta con la malavita oppure ne interpreti solo la parte, essendo segretamente compromesso quanto i suoi nemici. Di certo Abel, elegante nel completo ben tagliato e nel cappotto di cammello, è un uomo che vuole il potere: di una generazione diversa da quella dei self-made-men alla  vecchia maniera (di cui i gangster non sono che l'espressione oltranzista), ma non meno deciso di loro a conquistarlo e a tenerselo stretto. Ambientato in una livida New York invernale benissimo fotografata da Bradford Young, il film si avvale di un cast ineccepibile. Accanto all'affermata Jessica Chastain, elegante casalinga in Armani "vintage" (indossa modelli degli anni '80) capace di ferocia per difendere i suoi privilegi, c'è Oscar Isaac (noto ai fan di Star Wars per la parte del pilota di x-wing e membro della resistenza Poe Dameron); così in parte da non far rimpiangere il forfait di Javier Bardem, "prima scelta" per il ruolo di Abel. L'eccellente David Oyelowo (Martin Luther King in Selma) interpreta il procuratore Lawrence.

1981 INDAGINE A NEW YORK
Regia di JC Chandor
Con Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo 

OOOO