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Claudio Santamaria è un micro delinquente della periferia romana che se ne sta per conto suo, misantropo e misogino. Inseguito dalla polizia lungo l’argine del Tevere gli capita qualcosa di straordinario. Per nascondersi s’immerge nel fiume finendo dentro un bidone di materiale radioattivo. L’indomani si rende conto di possedere super poteri. La giovane vicina di casa, una borgatara soave e molto picchiatella in seguito a un trauma infantile, si persuade che egli sia Jeeg Robot d’acciaio, e che la difenderà dalle insidie della banda capitanata da uno psicopatico (Luca Marinelli allucinatissimo). Classe 1976 e dunque “nativo” della generazione che si è nutrita di fumetti e cartoni giapponesi, nelle loro diverse declinazioni di eroi ed eroine più per maschietti o più per femminucce, e soprattutto attraverso il filtro delle edizioni italiane con le loro sigle divenute oggetto di piccoli culti pop, l’autore Gabriele Mainetti ha fatto quasi tutto per il suo primo lungometraggio, anche la musica. Realizzando con originalità di sguardo una fantasia di confine tra generi e stili.
LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
Regia di Gabriele Mainetti. Con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli
OOOO
Claudio Santamaria è un micro delinquente della periferia romana che se ne sta per conto suo, misantropo e misogino. Inseguito dalla polizia lungo l’argine del Tevere gli capita qualcosa di straordinario. Per nascondersi s’immerge nel fiume finendo dentro un bidone di materiale radioattivo. L’indomani si rende conto di possedere super poteri. La giovane vicina di casa, una borgatara soave e molto picchiatella in seguito a un trauma infantile, si persuade che egli sia Jeeg Robot d’acciaio, e che la difenderà dalle insidie della banda capitanata da uno psicopatico (Luca Marinelli allucinatissimo). Classe 1976 e dunque “nativo” della generazione che si è nutrita di fumetti e cartoni giapponesi, nelle loro diverse declinazioni di eroi ed eroine più per maschietti o più per femminucce, e soprattutto attraverso il filtro delle edizioni italiane con le loro sigle divenute oggetto di piccoli culti pop, l’autore Gabriele Mainetti ha fatto quasi tutto per il suo primo lungometraggio, anche la musica. Realizzando con originalità di sguardo una fantasia di confine tra generi e stili.
LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
Regia di Gabriele Mainetti. Con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli
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