Spettacoli

LA CRITICA

"Divergent: Allegiant", fuori dal recinto con amore e coraggio

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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COME è ormai abitudine, anche l'ultima parte della trilogia distopica per giovani adulti di Veronica Roth si divide in due film (il prossimo sarà in sala nel 2017). Per ora assistiamo all'uscita dalla cinta murata di Tris, Tobias e compagnia, che si avventurano in un mondo post-apocalittico per apprendere nuove rivelazioni. Facenti capo, queste, a un Dipartimento di sanità genetica e a un nuovo cattivo, David (impersonato dal veterano Jeff Daniels), di cui l'eroina del franchise, ingenua, si fida.

Ci si sono messi in quattro a sceneggiare l'episodio; forse nel timore di dimenticare qualcuna delle varianti di repertorio. In realtà i nostri eroi fanno più o meno quel che facevano nei precedenti, senza paura di scontentare chi ha garantito fedeltà alla saga. La divisione dell'ultimo capitolo in due porzioni non aiuta molto, omologando sempre più il cinema alle fiction a puntate. Tuttavia la prima parte è abbastanza dinamica e certe sequenze (come quella della scalata al muro) non mancano di talento visivo.

THE DIVERGENT SERIES: ALLEGIANT
Regia di Robert Schwentke. Con Shailene Woodley, Theo James

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