"La corte", quando l'amore va alla sbarra
Roberto Nepoti, di ROBERTO NEPOTINovità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
MAGISTRATO di Corte d'assise, Michel Racine è soprannominato "il Presidente a due cifre" perché non sentenzia mai pene inferiori ai dieci anni. Ipocondriaco, misantropo, a prima vista detestabile, Racine presiede il processo a un uomo accusato d'infanticidio; tra i cui giurati rivede - a sorpresa - Ditte, la donna che ha amato (più o meno) in segreto.
All'ultima Mostra di Venezia il film di Christian Vincent ha riportato due premi: Coppa Volpi per il miglior attore e migliore sceneggiatura. Il primo è meritato. Se Fabrice Luchini, in alcuni film recenti, è diventato un po' la caricatura di se stesso, qui mantiene invece la necessaria sobrietà, aggiungendovi tocchi di humour non invadente. Meno evidenti i meriti della sceneggiatura, che alterna i livelli del processo, della storia d'amore e delle dinamiche della giuria senza particolari voli d'ingegno. Bravi, comunque, i componenti del cast di supporto e l…
MAGISTRATO di Corte d'assise, Michel Racine è soprannominato "il Presidente a due cifre" perché non sentenzia mai pene inferiori ai dieci anni. Ipocondriaco, misantropo, a prima vista detestabile, Racine presiede il processo a un uomo accusato d'infanticidio; tra i cui giurati rivede - a sorpresa - Ditte, la donna che ha amato (più o meno) in segreto.
All'ultima Mostra di Venezia il film di Christian Vincent ha riportato due premi: Coppa Volpi per il miglior attore e migliore sceneggiatura. Il primo è meritato. Se Fabrice Luchini, in alcuni film recenti, è diventato un po' la caricatura di se stesso, qui mantiene invece la necessaria sobrietà, aggiungendovi tocchi di humour non invadente. Meno evidenti i meriti della sceneggiatura, che alterna i livelli del processo, della storia d'amore e delle dinamiche della giuria senza particolari voli d'ingegno. Bravi, comunque, i componenti del cast di supporto e l'attrice danese Sidse Babett Knudsen, vincitrice di un César come interesse sentimentale del burbero giudice.
LA CORTE
Regia di Christian Vincent. Con Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen
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