"Il condominio dei cuori infranti", una piccola stranezza che si fa amare
Roberto Nepoti
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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GIA' compagno della sventurata Marie Trintignant (qui fa recitare il figlio avuto da lei, Jules), Samuel Benchetrit è un cineasta solitario, refrattario alle mode del momento. Con Il condominio dei cuori infranti il regista adatta due suoi racconti, ne aggiunge un terzo e ambienta il tutto in un immobile degradato della periferia parigina. Sono altrettante storie di solitudine. Sternkowitz, in carrozzella per un incidente cardiaco, si finge fotoreporter (copiando Eastwood in I ponti di Madison County) per suscitare l'interesse di un'infermiera di notte. Un'attrice in declino incontra un adolescente vicino di pianerottolo, che sembra abbandonato a se stesso. Una pensionata di origine maghrebina ospita un astronauta americano, atterrato in lem spaziale sul tetto del condominio.
La narrazione alterna gli episodi uniformandoli in un clima surreale, tenero e malinconico, tinto d'ironia affettuosa. Se il film non centra sempre il tono narrativo giusto, tuttavia è una piccola stranezza che si fa amare. Anche grazie a un cast di ottima qualità.