Spettacoli

LA CRITICA

"Il condominio dei cuori infranti", una piccola stranezza che si fa amare

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

1 minuti di lettura
GIA' compagno della sventurata Marie Trintignant (qui fa recitare il figlio avuto da lei, Jules), Samuel Benchetrit è un cineasta solitario, refrattario alle mode del momento. Con Il condominio dei cuori infranti il regista adatta due suoi racconti, ne aggiunge un terzo e ambienta il tutto in un immobile degradato della periferia parigina. Sono altrettante storie di solitudine. Sternkowitz, in carrozzella per un incidente cardiaco, si finge fotoreporter (copiando Eastwood in I ponti di Madison County) per suscitare l'interesse di un'infermiera di notte. Un'attrice in declino incontra un adolescente vicino di pianerottolo, che sembra abbandonato a se stesso. Una pensionata di origine maghrebina ospita un astronauta americano, atterrato in lem spaziale sul tetto del condominio.

La narrazione alterna gli episodi uniformandoli in un clima surreale, tenero e malinconico, tinto d'ironia affettuosa. Se il film non centra sempre il tono narrativo giusto, tuttavia è una piccola stranezza che si fa amare. Anche grazie a un cast di ottima qualità.

IL CONDOMINIO DEI CUORI INFRANTI
Regia di Samuel Benchetrit. Con Isabelle Huppert, Valeria Bruni-Tedeschi, Michael Pitt

OOO 1/2