'Veloce come il vento', il ritorno di Matteo Rovere e una splendida esordiente
Paolo D'Agostini
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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Matteo Rovere, che da produttore si è fatto un nome con Smetto quando voglio e The Pills, si è ispirato alla figura controversa del pilota di rally Carlo Capone: dopo una fulminate carriera a metà degli anni 80 molla tutto in seguito a rapporti conflittuali con la Casa per cui corre (Lancia) e precipita nell’emarginazione anche a causa della droga. Il film lo mette in scena, attraverso l’interpretazione di Stefano Accorsi (estrema, sofferente e non solo grazie all’ausilio del trucco), come fratello maggiore inaffidabile ma capace di un almeno momentaneo riscatto, della minorenne Giulia. La quale, avviata anche lei al mondo delle corse, è tenacemente determinata a fare della vittoria un mezzo per liberarsi dai debiti di famiglia e riprendere con sé il fratellino piccolo finito in affidamento.
"Veloce come il vento", l'Italia che corre nel film di Rovere
Tentativo non del tutto convincente ma rispettabile. Da notare la prova della ventenne Matilda De Angelis, precoce cantante e musicista prestata al cinema (qui) e alla serialità tv (Tutto può succedere).
VELOCE COME IL VENTO
Regia di Matteo Rovere
Con Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei
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