Appena apro gli occhi - canto per la libertà della trentenne tunisina Leyla Bouzid ha vinto numerosi premi internazionali; e, in effetti, non si può dire che manchi di meriti. A cominciare dai bei personaggi di Farah e di Hayet: la prima interpretata con una vitalità comunicativa da Baya Medhaffar; la seconda affidata alla cantante Ghalia Benati, che ne mette in risalto i tratti contraddittori e l'atteggiamento bivalente, fatto di ammirazione per l'energia giovanile della ragazza e, insieme, di paura per ciò che la sua indipendenza potrebbe costarle. Anche la progressione drammatica del racconto è ben dosata. All'inizio lo spettatore è conquistato dall'entusiasmo dei ragazzi che non vogliono sottomettersi al grigiore e alla violenza del regime dispotico: volontà condensata nel loro repertorio artistico, composto con i testi della regista e di Ghassen Amami e con le musiche di Khyam Allami. Poco a poco, però, s'instaura un'atmosfera di persecuzione e di paranoia, mentre intorno alla protagonista si fa il vuoto e tutti si mostrano convinti che sia lei stessa a cercarsi i guai. La messa in immagini è semplice ma esatta e le scene si avvalgono di una forte carica di realismo (si vedano, in particolare, quelle del bar per soli uomini, dove le comparse sono state trovate direttamente sul posto). Soprattutto, la regista pone molta cura nelle sequenze musicali, quelle dove la voce suggestiva di Baya Medhaffar intona la canzone, struggente e sconsolata, che dà il titolo al film.
APPENA APRO GLI OCCHI - CANTO PER LA LIBERTA'
Regia di Leyla Bouzid
Con Baya Medhaffar, Ghalia Benati
OOO e 1/2