Spettacoli

IN SALA

'Benvenuti... ma non troppo', quando il governo obbliga all'ospitalità

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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A causa di un inverno particolarmente rigido, in un bello stabile del sesto arrondissement parigino i proprietari di appartamenti devono, per decreto del governo, ospitare un certo numero di senzatetto. Come dicevano gli insegnanti del tempo che fu: tema stimolante, svolgimento insufficiente. Se ogni variante nazionale di commedia ha le sue regole, quella "alla francese" vuole che i personaggi siano immersi in un'esperienza che li rigenera. Così i protagonisti di Benvenuti...ma non troppo, alla fine, si ritrovano migliori di prima; ma ciò solo per partito preso, dato che le situazioni sono inerti e la satira non viene neppure sfiorata.

'Benvenuti ma non troppo', i primi tre minuti del film

Tutto funziona per stereotipi, che rappresentano in chiave comica (si fa per dire...) gli schieramenti della politica d'Oltralpe: la coppia borghese di destra; la coppia progressista, che vota a sinistra ma non è meno egoista dell'altra; la portinaia tifosa di LePen. E, quel che è peggio, il film cade nella trappola del razzismo involontario finendo per sfruttare, anch'esso, i poveri.

BENVENUTI... MA NON TROPPO
Regia di Alexandra Leclère
Con Karin Viard, Didier Bourdon, Josiane Balasko

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