Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
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OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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È SORPRENDENTE vedere associato alla regia diStonewall il nome di Roland Emmerich, il cineasta che ha distrutto la Casa Bianca (in Independence Day) e la Cappella Sistina (in 2012). Questa volta, invece, racconta una storia vera, quella della rivolta del 1969 che fu all’origine del movimento di liberazione omosessuale. Al centro c’è Danny Winters, campione di football in un liceo dell’Indiana cacciato dal padre per la sua omosessualità. Danny approda al Greenwich Village, dove fa la conoscenza della gentile comunità di gay, lesbiche e drag-queen che frequentano il club Stonewall. I suoi nuovi amici subiscono ogni sorta di violenza e sono vessati dai raid della polizia; finché scoppia la rivolta, in una notte infuocata di scontri con i "pigs". Sicuramente Emmerich, gay dichiarato come lo sceneggiatore Jon Robin Baitz, era pieno di buone intenzioni nel produrre e dirigere il film. E tuttavia, per renderlo spettacolare, è ricorso alla logica di sempre, realizzando un “blockbuster gay” più convenzionale di quanto il soggetto non meritasse. La scena newyorkese è ben ricostruita, ma teatrale come un set. E soprattutto il protagonista, quello che scaglia la prima pietra (un mattone, per l’esattezza) gridando “potere gay!”, è un eroe immaginario, che passa di lì prima di andarsene alla Columbia University.
STONEWALL
Regia di Roland Emmerich
Con J.Irvine, J.Beauchamp, J.King C.Landry Jones, J.Rhys-Meyers
OOO e 1/2