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'Due dollari l'ora', l'onesto ritratto di una Irpinia disabitata che sfrutta il lavoro delle donne

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta LEGENDA O da evitare OO si può perdere OOO si può vedere OOOO da vedere OOOOO da non mancare OOOOOO indimenticabile
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In un paesino semi-disabitato dell'Irpinia, sette donne confezionano abiti in un fatiscente laboratorio sotterraneo per la misera paga di due euro l'ora. Tra loro ci sono Rosa, poco più che adolescente, e Gladys, che è intorno alla quarantina, ha vissuto da emigrata in Venezuela e ha già ricevuto parecchie ferite dalla vita. Il loro padrone è Enzo, il quale ha organizzato scientificamente lo sfruttamento della disperazione e si permette di fare il prepotente diventando, al caso, anche violento. La ragazzina vorrebbe andarsene da quei luoghi senza avvenire; ma è trattenuta dal padre, un brav'uomo lasciato dalla moglie. Quanto a Gladys, s'illude di trovare l'amore in Aldo, il gestore della palestra accanto al laboratorio, più virtuoso a parole che a fatti.

Vincitore di premi per il film e per l'attrice protagonista (Chiara Baffi) al Bari International Film …
In un paesino semi-disabitato dell'Irpinia, sette donne confezionano abiti in un fatiscente laboratorio sotterraneo per la misera paga di due euro l'ora. Tra loro ci sono Rosa, poco più che adolescente, e Gladys, che è intorno alla quarantina, ha vissuto da emigrata in Venezuela e ha già ricevuto parecchie ferite dalla vita. Il loro padrone è Enzo, il quale ha organizzato scientificamente lo sfruttamento della disperazione e si permette di fare il prepotente diventando, al caso, anche violento. La ragazzina vorrebbe andarsene da quei luoghi senza avvenire; ma è trattenuta dal padre, un brav'uomo lasciato dalla moglie. Quanto a Gladys, s'illude di trovare l'amore in Aldo, il gestore della palestra accanto al laboratorio, più virtuoso a parole che a fatti.

Vincitore di premi per il film e per l'attrice protagonista (Chiara Baffi) al Bari International Film Festival, Due euro l'ora del salernitano Andrea D'Ambrosio evoca un luttuoso episodio di cronaca reale (l'incendio in un laboratorio simile a quello descritto dal film) e affronta senza sconti un paesaggio antropologico che non per nulla onore all'Italia odierna: dove la disoccupazione genera scoramento o emigrazione (il ragazzo di Rosa va a lavorare in Svizzera) e dove ogni cosa - quel che è più grave - assume un aspetto ineluttabile, "normalizzato" nella sua quotidiana disumanità.

Il poliedrico Peppe Servillo, il musicista e frontman degli Avion Travel, accetta di vestire un ruolo di programmatica sgradevolezza, quello di Enzo, interpretandolo con grande aderenza proprio grazie alla sua proverbiale versatilità. D'Ambrosio dirige un film realistico, amaro e sobrio, senza cedere alla tentazione di mettere per immagini una tesi. Evita di andare sopra le righe, descrivendo invece situazioni e personaggi verosimili con apprezzabile sobrietà. Il suo è un piccolo film pieno dignità, inquadrato dal punto di vista dei personaggi femminili e certamente imperfetto, ma che lascia intuire l'onestà con cui è stato progettato e realizzato.

DUE EURO L'ORA
Regia di Andrea D'Ambrosio
Con Chiara Baffi, Peppe Servillo, Alessandra Mascarucci
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