'Due dollari l'ora', l'onesto ritratto di una Irpinia disabitata che sfrutta il lavoro delle donne
Roberto Nepoti, ROBERTO NEPOTINovità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Vincitore di premi per il film e per l'attrice protagonista (Chiara Baffi) al Bari International Film Festival, Due euro l'ora del salernitano Andrea D'Ambrosio evoca un luttuoso episodio di cronaca reale (l'incendio in un laboratorio simile a quello descritto dal film) e affronta senza sconti un paesaggio antropologico che non per nulla onore all'Italia odierna: dove la disoccupazione genera scoramento o emigrazione (il ragazzo di Rosa va a lavorare in Svizzera) e dove ogni cosa - quel che è più grave - assume un aspetto ineluttabile, "normalizzato" nella sua quotidiana disumanità.
Il poliedrico Peppe Servillo, il musicista e frontman degli Avion Travel, accetta di vestire un ruolo di programmatica sgradevolezza, quello di Enzo, interpretandolo con grande aderenza proprio grazie alla sua proverbiale versatilità. D'Ambrosio dirige un film realistico, amaro e sobrio, senza cedere alla tentazione di mettere per immagini una tesi. Evita di andare sopra le righe, descrivendo invece situazioni e personaggi verosimili con apprezzabile sobrietà. Il suo è un piccolo film pieno dignità, inquadrato dal punto di vista dei personaggi femminili e certamente imperfetto, ma che lascia intuire l'onestà con cui è stato progettato e realizzato.
DUE EURO L'ORA
Regia di Andrea D'Ambrosio
Con Chiara Baffi, Peppe Servillo, Alessandra Mascarucci
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