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IN SALA

'Eddie the eagle', una favola sportiva alle Olimpiadi invernali dell'88

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Più che un film sportivo in senso stretto, Eddie the Eagle è un feel-good-movie, un "film per far stare bene". Lo è per il contenuto edificante della storia e anche per il tono, opportunamente leggèro, con cui la tratta, affabulando in modo gentile la vicenda autentica di un tenace giovanotto britannico che, nel 1988, affascinò il pubblico delle Olimpiadi invernali di Calgary. Pur essendo tutto fuorché un atleta, Eddie Edwards coltiva fin da bambino un'idea fissa: partecipare ai giochi olimpici. Eddie si concentra sul salto con gli sci, dove la Gran Bretagna non è rappresentata da anni. Benché il comitato olimpico britannico faccia di tutto per scoraggiarlo, adducendo ragioni sportive per mascherare un pregiudizio di classe, il giovane riesce a unirsi alla squadra che gareggerà a Calgary. Accanto a lui c'è Bronson Peary, ex-campione americano decaduto e attaccato alla bottiglia che Eddie ha convinto, dopo infiniti rifiuti, a fargli da allenatore. Se all'inizio la performance olimpionica non è memorabile, l'inglesino conquista però pubblico e stampa con il suo comportamento esuberante, che ne fa subito un "personaggio" mediaticamente spendibile.

Un po' success-story un po' commedia (ma con scene giocate sulla commozione, un po' alla maniera di Billy Elliot), Eddie the Eagle è una variante della fiaba del brutto anatroccolo che si trasforma in aquila traslocata in un contesto sportivo. Il che permette di giocare le carte migliori del film nell'assortimento della coppia protagonista: Taron Egerton debordante di energia e ingenuità come il personaggio che interpreta (forse in modo, a tratti, troppo caricaturale) e Hugh Jackman, in una parte di disilluso rissoso e cinico che, qualche decennio fa, sarebbe andata a pennello a Clint Eastwood. Si aggiunge, in un breve "cammeo", il veterano Christopher Walken nel ruolo dell'(antico) allenatore del coach di Eddie. Qualche episodio è derivativo (gli allenamenti, ad esempio, modellati sulla serie Rocky); però la ricostruzione degli anni Ottanta risulta convincente e la morale della fiaba, chiara ma non insistita come in tanti film limitrofi, ti manda a casa un po' più contento. Decisamente azzeccata, poi, la scelta della specialità sportiva: anche se le emozioni del film non si concentrano tutte nelle gare, infatti, le riprese in soggettiva dai trampolini del 70 e dei 90 metri, da cui gli sciatori si lanciano, sono da mozzare il fiato.

EDDIE THE EAGLE IL CORAGGIO DELLA FOLLIA
Regia di Dexter Fletcher. Con Taron Egerton, Hugh Jackman

OOO e 1/2