Fotografato in bianco e nero a bassissimo budget, il film non bada a spese quando si tratta di fare citazioni, cinematografiche e più classiche, Iliade inclusa. Piuttosto statico, abbondante di primi piani e sguardi in macchina ma montato in modo approssimativo, Il vincente resta incerto tra il “gambling movie” (il film-di-gioco di tradizione americana, ma che conta un ottimo esempio autoctono in Regalo di Natale di Pupi Avati), la denuncia delle ludopatie, l’apologia del maledettismo di provincia.
IL VINCENTE
di e con Luca Magri
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