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'La vita possibile', Buy e Golino e una brutta storia

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

2 minuti di lettura
IVANO De Matteo, rispettabile curriculum da attore e più breve ma incisivo percorso da autore-regista, è un valore non ancora del tutto emerso nel panorama non brillante del nostro cinema contemporaneo. Da fine indagatore nelle pieghe delle relazioni interpersonali messe alla prova dai sussulti della contemporaneità (finezza resa più interessante dal contrasto con i ruoli da attore, come Er Puma in Romanzo criminale- La serie).Così nel precedente I nostri ragazzi dove di fronte a un evento inaspettato che coinvolge la responsabilità dei rispettivi figli, le due coppie — Gassman/Bobulova e Lo Cascio/Mezzogiorno — si rivelano il contrario di quanto appaiono per stile e ideologia. E in Gli equilibristi dove il marito tradito e separato Valerio Mastandrea cerca di resistere alla discesa sociale incombente sulla sua nuova amara condizione. Non è un film perfetto questo nuovo La vita possibile. Non tutto torna, e tuttavia ha abbastanza forza ed energia da farci chiedere come mai sia stato del tutto escluso dall’ultima selezione della Mostra veneziana. Il tema scatenante, quello della violenza domestica sulle donne, si presenta solo come un antefatto.

"La vita possibile" di Ivano De Matteo: la clip in anteprima

Margherita Buy, moglie maltrattata dal marito, prende su il figlio tredicenne Valerio — che ha assistito ai maltrattamenti — e senza lasciare tracce sale su un treno da Roma a Torino dove trova rifugio presso la cara amica Valeria Golino, single e attrice appassionata ma di scarsa fortuna, fermissima nel condannare senza appello l’uomo anche quando vede vacillare la sicurezza dell’altra di fronte allo smarrimento e allo sradicamento del ragazzo. Il quale è il centro di tutto. Mentre la madre si rimbocca le maniche trovando lavoro per un’impresa di pulizie e mentre l’amica lo riempie di affettuose premure nel suo stile confusionario, coinvolgendolo nelle sue prove teatrali e regalandogli una bici, l’adolescente (Andrea Pittorino, sensibile ed efficace) esplora e scopre il nuovo mondo segretamente.
 
Inizialmente isolato dai coetanei — i compagni della nuova scuola, i ragazzi che giocano a pallone spiati con invidia — stringe amicizia con il titolare della trattoria sotto casa, un francese ex calciatore dal passato oscuro, e prende a fare regolarmente visita, nel parco dove esercita, alla giovanissima prostituta Larissa fino a infatuarsene (e deliberatamente non è chiaro se il ragazzino capisce la situazione), la quale dapprima lo respinge sprezzante e poi via via s’intenerisce.
È bello che tutto resti aperto. Le promettenti e gradite attenzioni del francese verso la mamma di Valerio. Le repentina chiusura dell’incontro con Larissa lasciando che il destino di lei segua la sua china mentre la vita del ragazzo comincia a normalizzarsi attraverso nuove amicizie. Così come che “il tema” della violenza domestica sulle donne resti uno sfondo.Tuttavia non sempre e non tutta questa sospensione lascia soddisfatti e si avverte come risolta, non manchevole di qualcosa. Non, per esempio, l’occasione di affiancare due attrici di prima grandezza come Buy e Golino e di sfruttare le potenzialità dei loro personaggi che restano solo parzialmente espressi.

LA VITA POSSIBILE
Regia di Ivano De Matteo
Con Margherita Buy, Valeria Golino, Andrea Pittorino, Caterina Shulha, Bruno Todeschini
OOO e 1/2