'Fai Bei sogni', la vita di Mastandrea si perde dietro la grande Bugia
Paolo D'Agostini, PAOLO D'AGOSTININovità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
Marco Bellocchio (come ha dichiarato lo stesso regista), ha trovato nel libro qualcosa che lo ha toccato. La figura materna, l’incombere di tragedie familiari, sono motivi che Marco porta con sé, nella sua opera, fin dal suo fulminante Pugni in tasca del 1965, aspro e dissacrant…!-->!-->
Marco Bellocchio (come ha dichiarato lo stesso regista), ha trovato nel libro qualcosa che lo ha toccato. La figura materna, l’incombere di tragedie familiari, sono motivi che Marco porta con sé, nella sua opera, fin dal suo fulminante Pugni in tasca del 1965, aspro e dissacrante, bandiera di ribellione. E, nonostante una sensibilità molto diversa, ha ritenuto di poter tradurre il libro in un proprio film, adattandolo a sé. Valorizzando il sentimento di rabbia che Massimo porta con sé.
Il potente prossimo alla caduta di Mani pulite gli tiene una lezione, ascoltata rapito, sul fatto che le persone felici non combinano niente e che per combinare qualcosa occorre una riserva di odio. Il prete (un meraviglioso Roberto Herlitzka) tenta di svegliare Massimo adolescente dalla bugia (il ragazzo mente ai coetanei nascondendo la morte della madre. Ma la Bugia è il fondamento di una relazione con la figura materna, e le modalità della sua morte, che accompagna Massimo fin oltre i quarant’anni) scuotendolo dalla tentazione vittimistica e spiegandogli che si diventa grandi nonostante le avversità, i dolori, le ingiustizie subite.
La lezione di cinema di Marco Bellocchio - Due madri a 50 anni di distanza
FAI BEI SOGNI
Regia di Marco Bellocchio
Con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Fabrizio Gifuni, Miriam Leone
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