'Sing Street', la musica di strada dovrebbe andare nelle scuole
Roberto Nepoti
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Conosciuto per due operine assai amabili, Once e Tutto può cambiare, l’irlandese John Carney torna con un film che dovrebbe costituire materia obbligatoria d’insegnamento in tutte le scuole di cinema, alla voce “commedia sentimentale”. Nella Dublino degli anni 80 il quindicenne Conor, infelice in famiglia e a scuola, forma una band per impressionare la misteriosa Raphina, la ragazza più carina del quartiere. Ammiratore dei Duran Duran, dovrà elaborare un proprio stile musicale “new romantic” cui affidare le parole d’amore per la bella, dolcemente complicata e già impegnata con uno più grande. Come nei due film citati, Sing Street fa della musica un personaggio altrettanto importante di quelli in carne e ossa: le scene musicali, in altre parole, non costituiscono intermezzi ma parti dell’azione. Non solo la colonna musicale è magistrale; il film si distingue anche per l’ambientazione dublinese e fa affiorare poco a poco, sotto lo strato del racconto di formazione per teenager, una generosa dose di poesia.
SING STREET
Regia di John Carney
Con Ferdia Walsh-Peelo, Lucy Boynton, Jack Reynor
OOOO e 1/2